L’America del cinese numero zero

Nuova apparizione su La lettura del Corriere della sera per il duo Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, autori di Primavere e Autunni e Chinamen. Due pagine e un breve cartone animato per ripercorrere la storia di Quimbo Appo, il “cinese numero zero” di New York.

Per l’occasione, una breve intervista per il nostro blog.

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Eccovi di nuovo a parlare di immigrazione cinese a fumetti, davvero credevo che dopo Chinamen aveste fatto il pieno..!

Certo, Chinamen è stato una grande fatica, ma anche un grandissimo risultato. Ancora oggi non esiste niente del genere dedicato alla storia dei Cinesi in Italia. Ma la vicenda di Quimbo Appo è tutta un’altra cosa, l’abbiamo scoperta mentre lavoravamo sulla storia di New York, stavamo studiando il Lower East Side di Manhattan e la sua stratificazione sociale, le enclave etniche: il Ghetto ebraico, Little Italy, Chinatown… e Appo era lì come un bastione, il migrante zero, il primo cinese di New York City.

Quimbo Appo è un Chinaman mezzo cowboy e mezzo dandy, la sua avventura è un coast to coast da San Francisco a New York.

La sua vicenda è diventata una case history nella giurisprudenza americana relativamente alle origini degli scontri razziali a metà Ottocento. Questo ha fatto sì che la documentazione testuale relativa alla vicenda di Appo sia molto ricca: dai giornali dell’epoca, agli atti dei processi, le interviste mentre si trova in carcere, l’autobiografia del figlio…

Ancora una volta era un’occasione per noi di rendere a fumetti i risultati di una ricerca di taglio documentaristico etnografico, contribuire a dar forma ad nuovo immaginario sempre più incipiente, che vede i migranti come componente fondamentale della cultura contemporanea, veri protagonisti delle metropoli della modernità. In questo senso la storia di Quimbo Appo è un pezzo della storia di New York.

So che procedete sempre in maniera molto rigorosa rispetto alle fonti documentali e iconografiche come avete lavorato per ricostruire questa storia di Appo?

Come per i perlari o per il Wu Qiankui di Chinamen, non abbiamo lavorato a partire da fotografie, non ce n’erano! Non abbiamo trovato ritratti fotografici né di Quimbo Appo né di Catherine Fitzpatrick; stiamo infatti parlando dell’America del 1850, prima della guerra civile, prima di Tex! Abbiamo iniziato a ricostruire la fisionomia di Appo basandoci sulle descrizioni che di lui ne facevano i documenti e i giornali, che lo presentavano sempre come un uomo molto bello (rispetto agli altri cinesi): piuttosto alto; elegante; vestito all’occidentale; un “veritable chinamen” che si convertì persino al cristianesimo.

Per la fisionomia del personaggio abbiamo quindi lavorato di fantasia, cercando di restare invece fedeli al contesto e all’ambientazione che ci offrivano la possibilità di attingere dalle fonti.

La storia di Appo ci ha catturato perché è, ancora una volta, la storia di un pioniere. Lui lasciò la Cina prima dei coolies, prima della corsa all’oro; arrivò in California quando ancora San Francisco era territorio messicano e si chiamava Yerba Buena, ed era costituita da un porticciolo protetto nella baia, con pochissimi insediamenti sparsi.

Appo non era cantonese come gli altri Chinamen d’America, lui veniva dal Zhejiang (proprio come i cinesi di casa nostra); era nato a Zhoushan, un piccolo arcipelago di fronte alla città di Ningbo, uno dei “Treaty ports”, quei porti aperti al commercio occidentale dal 1842, dopo le disastrose perdite subite dall’Impero cinese durante le guerre dell’oppio.

Così come Canton, Xiamen, Fuzhou, Ningbo e Shanghai, anche Zhoushan venne conquistata dai commercianti occidentali, ma venne poi scambiata dagli inglesi con Hongkong – ai tempi una povera isola di pescatori – che divenne l’unica colonia della Corona Britannica in terra di Cina.

Appo racconta di essere cresciuto durante i bombardamenti inglesi su Shanghai. Racconta di aver partecipato a viaggi e spedizioni nella Cina interna al seguito dei missionari prussiani. Apparteneva a una famiglia di Compradores, gli agenti di commercio cinesi che lavoravano per le compagnie coloniali occidentali e per queste ragioni ebbe la possibilità di imbarcarsi su un “Clipper Ship”, i velocissimi velieri che tracciavano le rotte commerciali americane. Così giunse nel Nuovo Continente ed iniziò la sua avventura, ma diversamente da come ci si potrebbe aspettare non si unì ai cinesi già presenti sul posto; piuttosto si mescolò con la gente – europei, americani, australiani – cercando di assorbirne non solo i modi, ma soprattutto la lingua.

Quando nel 1848 scoppiò la febbre dell’oro e i cinesi si diressero a nord, sullo Yuba River, Appo andò a sud, nel deserto di Sonora, vero far-west, luogo di fuorilegge e ultima frontiera ancora da esplorare. La città era un campo di minatori vicino al San Joaquin River ed era conosciuta come “la torre di Babele” perché c’erano persone che venivano da tutto il mondo e si parlavano talmente tante lingue…

La presenza di Appo è testimoniata dalle fonti così come il fatto che restò coinvolto nell’uccisione di due messicani e che improvvisamente si diede alla fuga lasciando la California. Le fonti registrano di nuovo la sua presenza a Boston nel 1853.

Se abbia attraversato l’America coast to coast o se abbia invece preso una nave, non è chiaro. Abbiamo studiato i percorsi dell’epoca e ci sembrava verosimile l’ipotesi del “California trail”, la rotta che i migranti percorrevano a piedi e che portava da Jackson – California fino al fiume Missouri. Ancora non esisteva la Transcontinental Railroad, la ferrovia che costruiranno i cinesi e che verrà terminata nel 1869.

A Boston Appo tornò alla sua vocazione iniziale, il commercio. Sicuramente in California aveva messo via un bel gruzzoletto e aveva finalmente i mezzi per aprire un suo negozio di tè. Nel 1855 aprì il suo primo negozio a New York, dove il tè era uno dei prodotti d’importazione più in voga, e poi a New Haven, Connecticut, dove aveva incontrato e sposato una donna irlandese di nome Catherine Fitzpatrick.

Insieme andarono a vivere a New York, Lower East Side Manhattan, Spring St. 50, all’incrocio con Mulberry St., dove Appo aveva un anche magazzino. Quello era il cuore pulsante della New York multietnica!

Ebbero un figlio e una figlia: la figlia morì ancora infante; il figlio, nato il 4 luglio 1856, venne chiamato George Washington Appo.

La nostra narrazione a fumetti e l’animazione si fermano qui, quando Appo è ancora un uomo d’onore e d’affari e il suo processo-progetto d’integrazione sta andando alla grande. Era un esempio per tutti e riscuoteva grandi riconoscimenti. Ma come abbiamo scritto su La Lettura la sua storia è una parabola e subirà una caduta tragica e improvvisa.

Parliamo un attimo dell’animazione, come vi è venuta l’idea? 

Mah… non è che proprio ci sia venuta l’idea. Fa piuttosto parte del nostro modo di lavorare e di essere. Il video ci ha sempre accompagnato e dopo l’esperienza di Chinamen, abbiamo sempre più voglia di cimentarci con piccole e semplici animazioni che arricchiscano la narrazione. E poi La Lettura non aveva ancora mai avuto la sua video novel, realizzata esclusivamente con i disegni della graphic novel, non uno di più. Chi lo sa, magari in futuro potrebbe diventare un format, ma il punto vero è che questa mini-novel su Quimbo Appo si potrebbe considerare a tutti gli effetti una costola di Chinamen, una specie di spin-off o un mini-prequel…

E’ stato proprio studiando la storia della vecchia Chinatown di San Francisco che abbiamo visto usare per la prima volta il termine “Chinamen”, quindi la mini-novel su Quimbo Appo si configura proprio come un apparato di approfondimento, in un certo senso tocca molti punti derivativi di Chinamen, legati alla mitografia della diaspora cinese e dei suoi nuovi eroi, “I mercanti”. Era un mercante WuLishan, protagonista di Primavere &Autunni, erano mercanti i venditori ambulanti di perle false di Chinamen ed è stato un mercante Mario Tschang, il primo figlio della comunità cinese di Milano.

In Cina l’ideologia ufficiale confuciana stabiliva molte restrizioni per i mercanti e la loro classe. Si credeva che una classe dedita al guadagno materiale potesse minare le basi dell’equilibrio sociale. Fuori dalla Cina, questi mercanti trovarono più libertà d’azione e meno tasse. Gli immigrati cinesi in America venivano per lo più da Canton e il viaggio verso San Francisco – “Gamsan” in cantonese – la montagna dorata – era drammatico poiché l’impero dei Qing puniva con la morte per decapitazione chi veniva sorpreso nell’atto di lasciare il paese.

Nel 1860 i cinesi immigrati negli Stati Uniti (quasi tutti nelle regioni occidentali) erano 35.000, registrati come residenti temporanei di sesso maschile (male sojourners). Avevano lasciato la Cina nella speranza di mettere da parte una fortuna per poi fare ritorno in patria.

Gli americani furono intolleranti nei confronti dei cinesi sin da subito, ma i cinesi erano lavoratori di prim’ordine e seppero guadagnarsi il rispetto degli abitanti di San Francisco che stava diventando la prima città portuale della costa occidentale.

Parlare di Chinamen significa quindi parlare di Chinatown, “They were funky Chinamen from funky Chinatown…”, ed questo ciò che ci interessa indagare: il significato profondo della presenza cinese nelle nostre città e nel nostro immaginario. Ci stiamo lavorando sin dai tempi di Primavere&Autunni, ricostruendo le origini degli insediamenti cinesi nel quartiere di “Porta Volta”, storica Chinatown meneghina; con Quimbo Appo raccontiamo invece le origini della Chinatown di New York e la sua importanza nel formarsi della cultura americana contemporanea.

Come avete reagito alla notizia che Chinamen era stato selezionato per il premio Gran Guinigi al Lucca Comics&Games?

A dire la verità ce l’ha comunicato Matteo Mastragostino, autore BeccoGiallo. Se non fosse stato per lui non l’avremmo neanche saputo.

Ma è di sicuro un grande riconoscimento, che per di più veniva dal gotha dei fumettologi italiani. Il nostro lavoro, sin dall’inizio, ha avuto un forte riscontro presso le università e le istituzioni dove è stato percepito per il suo valore storico e sociologico, ma non era ancora stato preso in considerazione come graphic novel in senso stretto. Essere nella selezione per il Gran Guinigi insieme ad Alan Moore, Warren Ellis, Roi e gli altri… beh, è stato gratificante, anche perché dietro Chinamen c’è stato un gran lavoro e che venisse considerato degno del più prestigioso premio italiano assegnato ad un’opera a fumetti beh, è stata una conferma.

Chinamen è un progetto molto complesso e articolato, che ha visto coinvolti promotori istituzionali e privati: è stato un progetto di arte pubblica nelle strade del quartiere di Paolo Sarpi a Milano, una mostra allestita al Mudec, un documentario a disegni animati… ma questa volta veniva premiato proprio il fumetto “Chinamen” che, a fronte di tutte le fatiche affrontate, resta il vero cuore dell’intero progetto. Un libro unico, un graphic essay di taglio documentaristico etnografico e nello stesso tempo il catalogo di una mostra che per la prima volta, con testi critici e apparati iconografici, ha ricostruito la storia di un secolo di presenza cinese a Milano e in Italia.

Insomma, un fumetto serio, molto diverso dal solito, che si è trasfigurato da subito in un cartone animato gemello di più veloce consultazione. Ma è il fumetto lo strumento di divulgazione popolare fondamentale; attraversa gli ambienti culturali più disparati – dalle Università agli oratori, dai centri sociali alle fiere del libro – ne ha viste di presentazioni la nostra storia dell’immigrazione cinese a fumetti! Sono tre anni che non ci fermiamo.

A proposito, so che proprio in questi giorni state partecipando ad un progetto di BookcityScuole che vi vede impegnati in 5 istituti, della scuola primaria e secondaria di Milano, per raccontare il vostro Chinamen ai bambini. Dopo tanti atenei, com’è parlare ai più piccoli?

Insieme alla cooperativa Codici e all’ufficio Reti di cooperazione interculturale del Comune di Milano stiamo partecipando a un progetto di BookCityScuole 2017/2018 che promuove la lettura in città. Attraverso la lettura di Chinamen queste scuole affronteranno un percorso di educazione alla convivenza e conoscenza della presenza cinese a Milano.

E’ un grande onore per noi partecipare a progetti del genere, ma sicuramente è anche molto difficile. Chinamen infatti, è un progetto pensato sin dall’inizio per adulti, con una certa densità storica e sociologica. E’ proprio per questo che siamo stati nelle università, perché approfondiva argomenti che di solito sono della ricerca. Ora ci troviamo fronte dei bambini di otto, nove anni che la storia hanno appena iniziato a studiarla e non hanno ancora tutti gli strumenti affrontare il contesto che faceva da cornice alla vicenda dei primi cinesi in Italia. Abbiamo quindi semplificato, lavorando sugli aspetti più simbolici ed artistici di Chinamen, condividendo con gli studenti e le loro insegnanti delle tracce grafiche da cui partire e che saranno poi elaborate dai ragazzi in classe.

Nelle scuole medie invece, si può affrontare anche l’aspetto più narrativo di Chinamen e la storia della presenza cinese in città, lavorare sulle mappe degli insediamenti nel quartiere Canonica-Sarpi o su quelle dei villaggi di provenienza di questi immigrati.

Sarà una bella sfida per il fumetto di realtà; abbiamo voluto occuparci di cose serie? Questi sono i risultati, raccontare queste storie, attraverso il fumetto, al pubblico più vario che ci sia.

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BeccoGiallo a Lucca Comics & Games 2017

Tempo di Lucca Comics & Games, e mai come quest’anno possiamo dire… siamo pronti!
Sono tante le novità che presenteremo allo stand Nap132 nel Padiglione Napoleone della fiera lucchese, e ancora di più gli ospiti che saranno a disposizione per dedicare i nostri libri!

Partiamo con ordine, elencando le novità che troverete in anteprima:

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Organizzati! Con Sarah’s Scribbles
Agenda 16 mesi settimanale/mensile
di Sarah Andersen
Tiratura limitata 500 copie

In esclusiva a Lucca Comics & Games con l’autrice Sarah Andersen

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Heart & Brain
di Nick Seluk

The Awkward Yeti è stato creato dal vignettista Nick Seluk verso la fine del 2012, seguito dallo spin-off Heart and Brain nel 2014. Heart and Brain e un gruppetto sempre più nutrito di organi si trovano sul sito theAwkwardYeti.com e su gran parte dei social network.

In libreria dal 16 novembre, anteprima a Lucca Comics & Games con l’autore Nick Seluk

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Allen Meyer
di Paolo Castaldi

Liberamente ispirato al disco Le piromani (Libellula Music/Audioglobe) del cantautore milanese Teo Manzo, il volume, opera di uno dei più talentuosi autori italiani, inaugura la collana di fumetti di finzione targata BeccoGiallo e chiamata Rami, diretta dall’autrice italiana Alice Milani.

In libreria dal 9 novembre, anteprima a Lucca Comics & Games con l’autore Paolo Castaldi

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Il piccolo mondo di Liz Climo
di Liz Climo

Un piccolo mondo in cui si incontrano dinosauri, orsi, conigli, squali e bradipi. Un piccolo mondo disegnato con delicatezza e irresistibilmente divertente. Un piccolo mondo per i grandi che non hanno dimenticato la loro anima infantile. Il piccolo mondo di Liz Climo, disegnatrice dei Simpson, è un adorabile capolavoro di ironia pronto a farti ridere!

In libreria dal 2 novembre, anteprima a Lucca Comics & Games

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Il mio Salinger
di Valentina Grande e Eva Rossetti

La Seconda Guerra Mondiale, un disturbo post traumatico da stress, la Germania, l’amore e un matrimonio di otto mesi: prima di diventare l’acclamato autore del romanzo Il giovane Holden, J.D. Salinger era Jerome, sergente americano in un’Europa piena di ferite aperte, innamorato di Sylvia Welter, giovane dottoressa tedesca dal passato oscuro, forse legato al Nazismo.

In libreria dal 2 novembre, anteprima a Lucca Comics & Games

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Adele Crudele – Tutto questo finirà male
di Mr Tan e Miss Prickly

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Adele Crudele – L’inferno sono gli altri
di Mr Tan e Miss Prickly

Adele è tremenda, impertinente, ma anche molto, molto divertente… Alcune delle sue attività preferite? Condurre esperimenti scientifici sul suo gatto, spezzare il cuore al suo spasimante Geoffroy, tenere impegnati i propri genitori, che senza di lei passerebbero il tempo rilassati, a mangiare verdure e lavorare…

In libreria dal 16 novembre, anteprima a Lucca Comics & Games


27 autori ospiti che passeranno per lo stand!
Ecco il calendario delle presenze, perché possiate organizzarvi per ottenere le dediche che preferite:

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Quattro incontri con i libri BeccoGiallo!
Da Il mio Salinger a Sinai – La terra illuminata dalla luna, dai racconti a fumetti sui migranti alle emozioni nelle vignette di Sarah Andersen e Nick Seluk fino a Rami, la nuova collana di fumetti di finzione diretta da Alice Milani.

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Vuoi sottoporre i tuoi lavori a BeccoGiallo?
Gli appuntamenti per te sono due:

Il 2 novembre alle ore 14:00 con Alice Milani per la nuova collana di fumetti di finzione Rami
Il 4 novembre alle ore 13:30 con  Federico Zaghis per progetti di Graphic Journalism

entrambi all’Area Pro presso il Centro Agorà.

Questo è tutto. Che dite, ci vediamo a Lucca Comics & Games 2017 ;-) ?

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“Marie Curie” e “L’ecologia spiegata ai bambini” – Dal 21 settembre in libreria

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Il ritratto di una donna straordinaria, fra le scienziate più importanti di sempre. Quando arrivò a Parigi e si iscrisse alla Sorbona, Maria Skłodowska aveva già 24 anni.
In Polonia aveva dovuto lavorare come governante per mettere da parte i soldi necessari a intraprendere gli studi in scienze fisiche. Il nome con cui divenne famosa è quello del marito Pierre Curie, che la aiutò nelle ricerche su una sostanza sconosciuta che aveva proprietà assai curiose: emetteva energia, luce e calore. Era l’alba della fisica nucleare, ma anche l’inizio dell’era delle donne nel mondo della scienza. Dopo la morte improvvisa di Pierre, Marie portò avanti la sua carriera, fin troppo brillante e indipendente, scontrandosi con la mentalità conservatrice
dell’Europa del primo Novecento.

Marie Curie
di Alice Milani
dal 21 settembre in libreria

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La volpe Sandy sentiva che qualcosa, nel suo piccolo mondo, non andava per il verso giusto. Ma solo grazie al pellicano Ettore si accorse che attorno a lei le foreste venivano abbattute senza sosta, gli incendi divoravano l’erba, i ghiacciai si scioglievano e la barriera corallina ormai stava scomparendo. La situazione era critica, ma qualcosa poteva ancora essere fatto…
Questo libro è uno strumento per cominciare a parlare di sostenibilità e tutela del pianeta con i più piccoli.

L’ecologia spiegata ai bambini
di Marco Rizzo e La3am
dal 21 settembre in libreria

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L’ecologia spiegata ai bambini – Intervista a Marco Rizzo e La Tram

In occasione della prossima uscita de L’ecologia spiegata ai bambini di Marco Rizzo e La Tram abbiamo pensato di rivolgere due domande agli autori per presentarci la loro nuova creazione. Il librò sarà in libreria a partire dal 21 settembre. Entrambi gli autori saranno ospiti del nostro stand presso il Treviso Comic Book Festival.

Marco, questo è il terzo libro della tua ideale “collana nella collana” ospitata dal marchio CriticalKids di BeccoGiallo. Dopo la mafia e l’immigrazione è arrivato il momento dell’Ecologia spiegata ai bambini. Prima di tutto: c’è un filo comune, secondo te, che tesse insieme questi tre argomenti? Quale?

Marco Rizzo: Credo che alla base ci sia il tema del rispetto della società, di noi stessi, della rete che costruiamo vivendo ogni giorno insieme agli altri. Sono libri che vogliono dare speranza a chi rifiuta i soprusi, le arroganze e tutte le storture della mentalità mafiosa, che vogliono ricordare che va rispettato e aiutato chi fugge dal proprio paese in cerca di una vita migliore, che il nostro pianeta va trattato con intelligenza, cura e attenzione, per vivere tutti meglio, insieme. Forse, sintetizzando, sono libri legati all’unico grande tema della libertà: libertà dalla mafia e dall’intolleranza, libertà di vivere in un mondo migliore.

I protagonisti di tutti e tre i libri sono animali, più o meno antropomorfi. Ora è il turno della volpe Sandy di raccontarci il suo punto di vista sulla realtà. Vuoi spiegare ai lettori perché questa scelta di punto di vista?

MR: Abito in un territorio puntualmente martoriato dagli incendi e ogni tanto mi trovo a pensare a quanti animali muoiono atrocemente tra le fiamme. Vedo il mare che mi circonda ogni giorno più inquinato e le spiagge dove andavo da bambino sporcarsi oggi di pece e plastica. Amo gli animali, penso condividano l’ingenua e bellissima innocenza dei bambini nel loro modo di interpretare il mondo, e sono ambasciatori di purezza, e penso che siano le prime vittime, spesso anche in termini temporali, delle nostre azioni. Di certo, sono vittime inconsapevoli e innocenti. Ho pensato a una volpe, Sandy, perché sono animali che sempre più spesso troviamo nelle nostre città: i confini tra natura e palazzi sono sempre più sottili e le volpi non rubano più il cibo nelle fattorie: rovistano nei cassonetti nelle nostre strade. Il Pellicano Ettore, che l’accompagna, è un animale buffo e maestoso allo stesso tempo: offre a Sandy e ai lettori uno sguardo un po’ più esperto. Insieme incontreranno altri animali, ognuno con il suo punto di vista e ognuno a modo suo vittima dei tanti danni che stiamo causando al pianeta.

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La Tram, i primi due volumi di questa ideale “collana nella collana” sono stati illustrati da Lelio Bonaccorso. Hai considerato il suo lavoro nell’approcciarti a questo libro?

La Tram: Ho cercato di non considerarlo quanto la mia ansia da prestazione richiedeva, in realtá! Lelio è uno dei miei disegnatori preferiti da quando ho letto il suo fumetto su Peppino Impastato (scritto sempre da Marco e edito sempre da Beccogiallo). Ho cercato di superare questa soggezione iniziale, dovuta anche al fatto che Lelio e Marco lavorano da anni insieme, concentrandomi sui due personaggi principali della storia, la volpe e il pellicano, che di contro sentivo molto nelle mie corde, molto “miei”.

Rispetto a tuoi precedenti lavori, come hai lavorato per dare corpo e sostanza alle suggestioni di Marco? Che pubblico ti sei immaginata, mentre facevi le tue scelte e i tuoi disegni?

LT: Mentre realizzavo i character dei personaggi leggevo le indicazioni di Marco e provavo a immaginarmelo che mi raccontava tutto con la sua voce, con i suoi gesti, cercavo di vestire i personaggi col suo carattere per comprendere le motivazioni di quelle scelte. Poi ci ho messo del mio. Cercavo forme tondeggianti e rassicuranti, ma non banali: i bambini hanno capacitá di comprensione molto al di sopra di ciò che spesso gli adulti immaginano, semplificando tutto al massimo, per loro. Mi sono immaginata un pubblico di bambini curiosi e “critici”… dei critical kids :)

L’ecologia spiegata ai bambini, di Marco Rizzo e La Tram, vi aspetta in libreria a partire dal 21 settembre!

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“Fedele alla linea”, dal 14 settembre in libreria

Fedele alla linea
Il mondo raccontato dal Graphic Journalism
di Gianluca Costantini

Sappiamo ricordare il presente? Sembra che tutto passi, senza lasciare neanche una traccia. E per non perdersi nel bosco del passato prossimo, che è anche artefice del nostro futuro, Gianluca Costantini traccia linee che raccontano il reale. Si tratta di Graphic Journalism, che spazia dal reportage all’articolo di commento su argomenti nazionali e internazionali.
Dalla zanzara Zika a Putin, dall’ascesa dei grillini a Parma agli attentatori di Charlie Hebdo, la matita di Costantini cartografa in modo puntuale e senza interferenze gli eventi. Una geografia delle vite, che è appunto una scienza che nasce disegnando il mondo.
Pubblicate in riviste internazionali, quotidiani, blog, condivise dagli attivisti per i diritti umani, le storie del disegnatore e attivista ci permettono di ricomporre un mosaico frantumato, rimanendo appunto “fedeli alla linea”.

Fedele alla Linea – Claudio Calia intervista Gianluca Costantini al Lunatico Festival di Trieste, sabato 9 settembre 2017

Fedele alla linea
di Gianluca Costantini
Prefazione: Luigi Spinola
Postfazione: Daniele Barbieri
Testi introduttivi: Elettra Stamboulis
Contributi: Allan Antliff, Laura Silvia Battaglia, Lara Crinò, Carlo Gubitosa, Gabriella Jacomella, Tahar Lamri, Maurizio Maggiani, Igiaba Scego, Elettra Stamboulis, Alberto Tetta, Francesca Tosarelli.
Brossura con alette
312 pp bn e colore
Dal 14 settembre in libreria!

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Luigi Meneghello e Luigi Lilio: dal 27 luglio in libreria

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“Si vedeva che c’è in natura una specie minore del divenire, le piantine che crescono da un seme, la gente che in principio è bambina e poi diventa grande, mette i mustacchi.
Ma restava fermo il concetto che qualcosa di centrale non diviene affatto.
Si stava all’interno di una sfera immutabile, leggi analoghe a quelle che governavano le stagioni racchiudevano il nostro mondo come calotte di quarzo. Dentro alla sfera di quarzo ci si sentiva liberi di parlare e di vivere come credevamo”.

Luigi Meneghello
Apprendista italiano
di Eliana Albertini
Dal 27 luglio in libreria

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Un racconto per scoprire perché sono stati cancellati dieci giorni dalla storia dell’umanità.
Dall’alba della civiltà al 1582 tutti i popoli hanno cercato invano di sincronizzare perfettamente le date del calendario con i cicli delle stagioni.
Solo Luigi Lilio, ideatore del calendario gregoriano, vi riuscì. Quello di Lilio era un compito arduo da svolgere poiché ai suoi tempi mancavano le leggi dei modelli planetari, i metodi della fisica e gli strumenti della matematica, che vedranno la luce pochi anni dopo grazie a Keplero, Galileo e Newton.
Lilio non aveva a disposizione queste conoscenze, ma riuscì ad elaborare un calendario così preciso da sfidare i secoli.

Luigi Lilio
Il dominio del tempo
di Giuseppe Capoano e Francesco Vizza
a cura di Sieglinde Borvitz

Volume realizzato con il contributo di:
Heinrich-Heine-Universität, Institut für Romanistik (Düsseldorf, Germania)
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Chimica dei Composti Organometallici
(CNR-ICCOM, Firenze)

Dal 27 luglio in libreria

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Misteri d’Italia e Sinai: dal 13 luglio in libreria

Appuntamento con tre libri BeccoGiallo il 13 luglio in libreria: i primi due volumi della nuova collana Misteri d’Italia, destinata a riproporre le uscite più significative di più di dieci anni di attività della casa editrice, in nuove versioni rivedute e aggiornate a partire dalle biografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e l’esordio come autore completo di Lelio Bonaccorso con Sinai, un diario di viaggio realizzato in presa diretta.

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Giovanni Falcone nasce a Palermo il 20 maggio 1939. Giudice, magistrato, simbolo nazionale della lotta contro la mafia, è stato — con Paolo Borsellino — il rappresentante di punta del pool antimafia che negli anni Ottanta ha indagato sulla criminalità organizzata.
Al suo impegno si devono la collaborazione del boss Tommaso Buscetta e lo storico Maxiprocesso a Cosa Nostra, che si è concluso con più di 300 condanne.
Dopo aver subito minacce e delegittimazioni pubbliche, Giovanni Falcone è stato assassinato il 23 maggio 1992 assieme alla moglie e agli agenti della scorta nella cosiddetta Strage di Capaci, lungo l’autostrada A29, nei pressi di Palermo. Sarà il giudice Borsellino, agli occhi dell’opinione pubblica italiana, a raccoglierne il testimone.

Giovanni Falcone
di Giacomo Bendotti
Prefazione di Maria Falcone
Dal 13 luglio in libreria

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Il 23 maggio 1992, all’Ospedale Civico di Palermo, Paolo Borsellino abbraccia per l’ultima volta Giovanni Falcone prima che muoia. Agli occhi dell’opinione pubblica Borsellino diventa l’erede naturale del giudice Falcone. Per Cosa Nostra il prossimo nemico da abbattere. Il 19 luglio 1992 Borsellino muore nella strage di via D’Amelio assieme agli agenti della scorta. L’agenda rossa sulla quale appuntava ogni dettaglio scoperto dopo la morte di Falcone — tra cui probabilmente le rivelazioni del pentito Gaspare Mutolo sulle infiltrazioni mafiose negli apparati dello Stato — sparisce dal luogo dell’attentato e non viene più ritrovata.
Cosa c’era scritto nell’agenda di Borsellino? Perché qualcuno ha voluto cancellarne ogni traccia?

Paolo Borsellino. L’agenda rossa
di Giacomo Bendotti
Prefazione di Rita Borsellino
Dal 13 luglio in libreria

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Un reportage sui Beduini del Sinai, sulla saggezza di un popolo antico, sul valore del tempo che passa, sulla felicità.
Un diario di viaggio in presa diretta per cominciare a conoscere una cultura straordinaria.
Abitante del deserto da più di mille anni, ospitale e silenzioso, testimone di una saggezza millenaria che abbraccia il Mar Rosso e il Monastero di Santa Caterina sul Monte di Mosè (uno dei luoghi sacri più antichi al mondo), il popolo dei Bedu – come si definiscono i Beduini del Sinai – è custode di una cultura affascinante ancora poco diffusa in Occidente.
Questo reportage, che è prima ancora un diario di viaggio in presa diretta, è uno strumento utile per cominciare a conoscerla.
Il Sinai è il posto perfetto per chiunque abbia smarrito la strada. Il mio invito è semplicemente di andare a visitarlo: non ne rimarrete delusi.

Sinai. La terra illuminata dalla luna
di Lelio Bonaccorso, con la collaborazione di Fabio Brucini
Dal 13 luglio in libreria

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Chef in Erba vol. 1: Flora e la ricetta vegetariana

Che cosa più di una fetta di torta ci può tirar su dopo un brutto voto in matematica?
E alla signora De Snobbis, la cuoca più esperta del quartiere, piacerà la nuova ricetta che Flora ha preparato per il suo seguitissimo blog Chef in Erba?

BeccoGiallo è orgogliosa di presentare la sua prima serie a fumetti per ragazzi!

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Chef in Erba vol. 1
Flora e la ricetta vegetariana
di Katia Garofalo

Dal 29 giugno in libreria!

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