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#ScusateIlDisturbo: BeccoGiallo si tinge di Rosa!

Cosa pensano le lettrici dei nostri fumetti?

Di solito – se guardiamo ai numeri crudi – il fumetto è molto maschio. In questi anni però abbiamo avuto la fortuna di incontrare tante lettrici appassionate, e abbiamo pensato di dedicare a loro questa nuova puntata di #scusateildisturbo.

Ecco a voi le opinioni di Giada, Agnese, Monica, Emanuela e Armida, che ci raccontano da vicino le loro sensazioni su alcuni dei nostri libri.

Grazie amiche, e grazie a Sara Mazzuccato e Alessandro Pedrocco per le interviste!

BeccoGiallo ospite de La grande Invasione – Festival della lettura a Ivrea (TO)

Per i nostri dieci anni di attività siamo particolarmente contenti di essere tra i tre editori ospiti selezionati per il Festival della lettura di Ivrea La grande Invasione, insieme a Iperborea e Marcos y marcos.

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Il nostro contributo si articola in due workshop con Claudio Calia, Guido Ostanel e Federico Zaghis, che permetteranno ai partecipanti, tra gli 11 e i 14 anni il primo e dai 14 anni in su il secondo, di dare uno sguardo a tutto il lavoro che si nasconde dietro la produzione di un libro a fumetti BeccoGiallo.

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Il tutto poi confluirà nell’ultimo appuntamento, come “editore ospite” ufficiale della manifestazione per i 10 anni della casa editrice, a cui si aggiungeranno Francesco Barilli e Matteo Fenoglio (autori di Piazza Fontana e Piazza della Loggia volume 1 e volume 2),  per una conversazione in compagnia di Gianmario Pilo.

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Ivrea per noi non è una città qualunque: al Festival La grande invasione siamo ormai di casa da tre anni grazie al nostro autore eporediese Marco Peroni, all’energia dell’infaticabile animatore-libraio Gianmario Pilo, al lavoro della Libreria Cossavella, ma soprattutto grazie alla figura di Adriano Olivetti: è proprio con il libro che gli abbiamo dedicato, a cura di Marco Peroni e Riccardo Cecchetti e con il contributo di Beniamino De’ Liguori, nipote di Adriano e titolare delle nuove Edizioni di Comunità, che è cominciato il nostro speciale rapporto con questa città, candidata per la lista del patrimonio mondiale Unesco, che invitiamo tutti a visitare.

Vi aspettiamo domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno!

La guerra agli ecomostri si fa anche con il fumetto

Un lungo viaggio nella speculazione edilizia italiana: quando è nata, in cosa consiste, quante costruzioni abusive ci sono oggi in Italia e in che modo possiamo riconvertire i nostri territori. Il fumetto di Tamassociati (Raul Pantaleo, Marta Gerardi e Luca Molinari) “Terre perse. Viaggio nell’Italia del dissesto e della speranza” (BeccoGiallo, 16 euro) parte da “Le mani sulla città” di Francesco Rosi per indagare su quello che è successo in Italia negli ultimi anni, fino all’alluvione in Liguria del 2014 (altro…)

Booktrailer: Arturo Benvenuti racconta la nascita di K.Z.

Nel settembre 1979, a cinquantasei anni, un uomo si mette alla guida del suo camper per “ripercorrere le Viae Crucis del Novecento” e recuperare testimonianze perdute: 250 disegni autografi realizzati dagli internati nei lager nazifascisti durante la loro prigionia.

In occasione della Giornata della Memoria 2015, Arturo Benvenuti racconta il suo viaggio, gli incontri fatti, il supporto di Primo Levi e la nascita del volume K.Z. Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti. Con lui, Roberto Costella (curatore del volume) e Giampietro Fattorello (autore della postfazione).

40 anni di storia d’Italia e 40 anni senza un colpevole

Il 28 maggio ricorre il quarantesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, a Brescia: una bomba scoppiava durante una manifestazione antifascista provocando 8 vittime e più di 100 feriti. Dopo quattro istruttorie e una dozzina di gradi di giudizio, per questa strage non c’è ancora un colpevole.

L'immagine è tratta da Giornalettismo: http://bit.ly/1k1Z4q8

Dietro a questa strage e dentro a queste indagini, uno spaccato di storia patria importantissimo ma ancora sgranato, incerto, frammentato. Piazza della Loggia è uno dei tristi “misteri d’Italia”, uno degli episodi apparentemente irrisolvibili riconducibili alla cosiddetta “strategia della tensione”. Il primo filone d’indagine era imperniato su sbandati locali dalle simpatie neofasciste, ma con il passare degli anni anche in questo caso si sono palesate ambigue connessioni fra la destra eversiva e gli apparati di sicurezza dello Stato, connessioni già ipotizzate per altri tragici accadimenti ancora senza soluzione, o coperti da segreto di stato: il naufragio del traghetto Moby Prince, la morte di Ilaria Alpi, la bomba sul treno Italicus, la tragedia di Ustica,… Per alcuni di essi il governo ha promesso l’imminente desegratazione, scatenando sia plausi che dubbi.

L'immagine a sinistra è tratta da http://www.ilfattobresciano.it/?p=9346


 

Dopo aver raccontato il contesto in cui si inscrive la strage nel libro “Piazza della Loggia Volume 1: Non è di maggio“, Francesco Barilli e Matteo Fenoglio tornano in libreria con il secondo volume a fumetti, che ricostruisce gli sviluppi processuali della vicenda arrivando fino ai giorni nostri, facendoci incontrare volti noti e volti nuovi, ricostruendo nel dettaglio indagini e fatti che le cronache nazionali hanno spesso deciso di ignorare.

Ma la storia iniziata il 28 maggio 1974 non ha ancora un finale: soltanto un mese fa  la Cassazione ha aperto un nuovo processo contro i neofascisti Maggi e Tramonte, precedentemente “assolti per un ipergarantismo distorsivo con conclusioni illogiche ed apodittiche”.

Per saperne di più:

Casa della memoria 28 maggio 1974 Brescia

Gruppo Facebook dedicato all’ultimo processo

Reti-Invisibili

Osservatorio democratico sulle nuove destre

 

Piazza della Loggia Volume 2: In nome del popolo italiano, di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, 194 pagine, brossura, b/n, in libreria dal 22 maggio 2014.

SNAPSHOTS OF A GIRL /11: SULLA MIA PELLE

“Negare me stessa e gli altri. Questo sì che è inaccettabile. Perché dovrei?”

È uscito! Il libro di Beldan Sezen che avete imparato a seguire e conoscere su questo blog come “Istantanee di una ragazza” è da pochi giorni in libreria. Insieme a Beldan abbiamo concordato, come sorpresa finale, un cambio di titolo, per dare una impressione più graffiante ed incisiva di tutta la vita, le lotte e l’amore che è riuscita a trasmettere in quelle pagine… Il titolo del volume è: SULLA MIA PELLE, storia del mio coming out.


Beldan è riuscita a regalarci un ritratto ironico del suo percorso di auto-accettazione: la scoperta dell’omosessualità, la decisione di viversi con sincerità, di amare, di affermare con forza la sua identità al resto del mondo. E insieme la sua lotta più lunga e più difficile: quella intima del coming out in famiglia, del farsi accettare dai parenti più stretti, dal padre e – soprattutto – dalla madre. Oltre all’ironia, lo stile: innovativo, sorprendente e mutevole di tavola in tavola.

Sulla mia pelle è in libreria dal 3 aprile, ed è disponibile anche online.


I molteplici volti dei centri sociali italiani, oltre gli stereotipi

“Auspico che tutti i candidati a sindaco della città si esprimano sulla volontà di chiusura del centro sociale, ancora oggi centro di illegalità.”

Queste parole, proferite da un Assessore provinciale alla sicurezza, risalgono a meno di dieci giorni fa: rappresentano l’idea che più o meno consciamente l’opinione pubblica si è fatta rispetto all’universo dei centri sociali. Una realtà dinamica e mutevole, discussa e attivamente presente nelle cronache nazionali e locali ma che nella maggioranza dei casi è conosciuta solo tramite ciò che i mass media decidono di raccontare.

 

 

Claudio Calia, autore e militante, ha realizzato una guida a fumetti per accompagnarci alla scoperta di queste realtà autogestite, oltre lo stereotipo: un viaggio a tappe che offre i cenni storici fondamentali e le principali coordinate territoriali per orientarsi e scoprire le lotte e le iniziative culturali, le persone e le proposte che formano il vero volto dei centri sociali del nostro Paese.
Il volume è corredato di un inserto fotografico a colori ed è arricchito da una prefazione, naturalmente a fumetti, di Zerocalcare.

Il volume è attualmente disponibile in libreria oppure, con il 15% di sconto, sul nostro store online.

Sosteniamo #Sankara !

UGANDA, 2014: il presidente Yoweri Museveni firma la legge che criminalizza l’omosessualità punendola anche con l’ergastolo (la prima versione della legge prevedeva la pena di morte).

BURKINA FASO, 1984: il presidente Thomas Sankara proclamava: “La nostra rivoluzione avrà avuto successo solo se, guardando indietro, attorno e davanti a noi, potremo dire che la gente è un po’ più felice perché può godere di più libertà, più democrazia, più dignità.”

 

Quella di Sankara è una figura poco ricordata, “il Che Guevara africano“. Capitano nell’esercito dell’Alto Volta, ne divenne Primo Ministro nel 1982 dopo un colpo di stato e presto destituito dai francesi; il suo arresto generò una rivoluzione dal basso che nel 1983 lo portò a diventare Presidente: da quel momento l’Alto Volta divenne Burkina Faso, “la terra degli uomini integri”.
Esempio di moralità e speranza per tutta l’Africa, ha realizzato in pochi anni scuole e ospedali, distribuito vaccini, piantato alberi per fermare la desertificazione, ridistribuito la terra ai contadini, ridotto la spesa pubblica e la corruzione, proibito l’infibulazione e la poligamia. Fu ucciso in un colpo di stato il 15 ottobre 1987, con la complicità di Francia e Stati Uniti.
E’ noto specialmente per il suo discorso sul debito africano:

 

Dalla mostra “Sostiene Sankara” curata da Kanjano e Amanda nel 2013 è nato l’omonimo libro BeccoGiallo, realizzato in collaborazione con il Comitato Sankara XX. Il volume raccoglie alcuni suoi discorsi, con approfondimenti giornalistici e immagini realizzate dai migliori talenti del fumetto italiano, tra cui: Grisellini, Biani, Akab, Bruno, Lucciola, Kanjano, Serra, Biadi, Girardi, Des Dorides.

Il volume è attualmente disponibile in libreria oppure, con il 15% di sconto, sul nostro store online.

#IoSoCarmela, dopo l’udienza del 21 giugno…

La storia di Carmela Cirella a fumetti

“I miracoli a volte accadono” mi dice Alfonso. È combattivo, mai fermo. Lo sento dopo che è rientrato dall’ennesima udienza del processo ai tre maggiorenni che hanno abusato di Carmela, a sei anni dal suo suicidio, il 15 aprile 2007, impresso nella nostra mente, lame ancora calde.

Ascoltati altri testimoni. Nomi, fatti, azioni. Lette le pagine del diario di Carmela, già ammesso agli atti sei anni fa ma solo ora assorbito con la considerazione che merita la confessione di chi è morta dentro, sopravvive nel fisico ma, sotto la pelle di un’adolescente che amava e voleva essere amata, sotto la pelle è cava.

La prossima udienza sarà il 12 luglio cui seguirà quella finale, forse subito prima della chiusura del tribunale per l’estate (la giustizia non fosse in ferie già tutto l’anno), forse subito dopo, a settembre.
Quando, forse… sempre forse… ancora forse… i colpevoli verranno condannati.

Contemporaneamente comincerà un nuovo processo, agli altri responsabili della morte di Carmela. Un processo che parte dall’esposto fatto sei anni prima dalla famiglia Cirella contro i Servizi Sociali, contro il Centro di Lecce, contro il Tribunale dei Minori di Taranto che ha avvallato la gestione del caso di Carmela e che ha cercato di farla passare per pazza per coprire gli errori commessi, che l’ha rinchiusa, strappata a mamma e papà, imbottita di psicofarmaci, che non l’hanno creduta.

Burocrazia, errori clamorosi, fatti celati, indifferenza che si intreccia con gli abusi. “L’esposto languisce da sei anni sulla scrivania del pm Mariano Buccoliero – racconta Alfonso – forse troppo impegnato con il processo Scazzi per dedicarsi con lo steso impegno a quello per Carmela. Ma, ora che è finito, spero che qualcosa cambi. Spero che mia figlia abbia giustizia. Lo spero. I miracoli a volte accadono.”

Parla di miracolo, Alfonso. Ancora di miracolo. Miracolo che un processo lungo più di sei anni e dal sapore amaro giunga alla fine. Miracolo che chi ha abusato di sua figlia venga condannato. Miracolo che ciò che dovrebbe essere la norma abbia i contorni dell’eccezionalità. E mi chiedo quando sia stato possibile il passaggio da quello che dovrebbe essere uno Stato di diritto a uno Stato del miracolo. È un miracolo che il colpevole venga catturato. Un miracolo che venga fatta giustizia. Una questione di fatalità più che di capacità. Di destino più che di scelta.

La scelta che ognuno di noi fa per dare una scarica all’immobilità, la scelta di dire NO. Un miracolo questo, sì.

Un miracolo umano.

 

Alessia Di Giovanni, sceneggiatrice di Io so’ Carmela