Il cibo non è solo una merce

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C’è una finanza-slot machine, che usa il cibo come moneta e che scommette sui prezzi dei beni alimentari. E in questo modo si gioca il futuro di intere famiglie e popolazioni vulnerabili.

A denunciarlo, con un video e uno spettacolo teatrale che si terrà a Milano il 22 maggio è “Sulla fame non si specula”. Durante Expo 2015 la campagna di sensibilizzazione per il diritto al cibo, sostenuta da diverse sigle del Terzo settore, ha scelto i linguaggi del fumetto e del teatro per parlare di cibo e finanza, e di un problema che non ha ancora trovato soluzione: la speculazione finanziaria sui beni alimentari.

Il video di animazione, disegnato da Davide Pascutti, gioca sul duplice significato di “future”: da una parte il futuro di intere famiglie che nei Paesi più vulnerabili è minacciato dalla volatilità dei prezzi del cibo, dall’altra i titoli derivati, i “futures”, che sui mercati finanziari possono essere usati per scommettere sulle fluttuazioni dei beni alimentari.

“La nostra campagna non condanna gli strumenti finanziari in quanto tali” chiarisce Riccardo Moro, economista e membro del comitato promotore. “I futures, anzi, sono nati per tutelare i produttori dagli imprevisti ambientali che potevano minacciare i raccolti. Il problema è l’uso che è stato fatto di questi e altri strumenti finanziari negli ultimi anni, da parte di operatori che non sono per nulla interessati al mercato agricolo ma solo ad ottenere profitto a breve termine, magari scommettendo su una carestia o una siccità”.

WebVideo

Oltre al video, la campagna “Sulla fame non si specula” sta preparando uno spettacolo teatrale in collaborazione con l’associazione Popeconomix dal titolo “Pop Economix Live Show @Expo. La crisi, la finanza e il cibo come nessuno ve li racconta”, che si terrà Venerdì 22 maggio nel teatro del Pime di Milano, all’interno di “Tutta un’altra festa family”, festa del commercio equo e solidale focalizzata quest’anno sui temi di Expo.

www.sullafamenonsispecula.org
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