Ospiti del Portico, Cittadini del Mondo

Il PorticoCon gli attivisti di Amnesty International (Gruppo 147 di Mirano, in provincia di Venezia) siamo stati invitati al Portico di Dolo, lungo la riviera veneziana del fiume Brenta, a dare il nostro contributo per un ciclo di incontri sulla Tutela dei Diritti Umani e la Libera Informazione organizzato dall’Associazione Catarsi.
Titolo dell’iniziativa: “Non c’è Informazione senza Libertà, non c’è Libertà senza Informazione“.
Il Portico è un’associazione libera di volontari che dal 1985 offre aiuto immediato alle persone in difficoltà, e lavora quotidianamente per cercare di rimuovere le cause del disagio e dell’emarginazione sociale.

Come da migliore tradizione (non è la prima volta che veniamo qui) ci viene prima di tutto servita una cena semplice ma succulenta, consumata in allegria assieme agli ospiti del Portico (ragazzi, ragazze, adulti di tutte le età) e agli operatori della struttura, che da qualche tempo si avvale anche della collaborazione di giovani stranieri che hanno aderito al servizio volontario europeo. Poi, dopo il caffè, comincia la serata vera e propria, come sempre partecipatissima, con la visione di un video-documento curato da Amnesty Italia (che in queste settimane è impegnata, tra le altre iniziative, nella raccolta firme contro gli sgomberi forzati dei Rom), la successiva proiezione di alcuni disegni tratti dai fumetti BeccoGiallo, concentrati sulla violazione dei diritti umani, e il racconto delle occasioni reciproche di scambio e collaborazione avute in questi anni fra BeccoGiallo e Amnesty (dagli interventi di Riccardo Noury su “Piazza Tiananmen” di Davide Reviati fino alla condivisione degli spazi espositivi a Lucca Comics). Ma soprattutto, gli interventi del pubblico in sala, e in particolare le considerazioni espresse su libertà, diritti e informazione da alcuni degli ospiti più loquaci del Portico: ponderati, puntuali, a volte taglienti e spesso illuminanti. Un esempio, a proposito dei Rom: “E’ una bugia sostenere che si deve radere al suolo un campo rom perché è abusivo. Se fosse così, allora bisognerebbe buttare giù mezza Italia!”

Dopo la chiusura affidata alle dita sensibili del chitarrista classico Marco Galliolo, arrivano i saluti e gli incontri informali, che qui sono sempre tanti e interessanti. Come quello con un ragazzo che condivide la battaglia dei Comitati Ambiente e Territorio della Riviera del Brenta e del Miranese. Partecipi e attivi sulla questione “Veneto City” . Guardate un po’ qui per qualche interessante spunto a riguardo.

Libertà e informazione

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