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Francesco Niccolini e le disavventure di Enrico Mattei

Enrico MatteiFrancesco Niccolini è drammaturgo e sceneggiatore, da molti anni studia e scrive per Marco Paolini e per molti altri attori e registi del teatro italiano. Collabora con Radio3 e con la Televisione Svizzera Italiana. Simone Cortesi è un talento emergente del fumetto indipendente italiano. Insieme hanno realizzato “Enrico Mattei, vita, disavventure e morte di un cavaliere solitario“, che abbiamo pubblicato da pochi giorni.

Vista la complessità della tematica, abbiamo pensato di chiedere a Francesco qualche delucidazione sul suo lavoro di ricostruzione a fumetti…

> Da dove nasce la necessità di scrivere un libro su Enrico Mattei?

Studio la storia di Mattei dal 1998, quando con Marco Paolini ci mettemmo a lavorare sui disastri della chimica a Porto Marghera. Ho avuto la fortuna di entrare in contatto con persone che lo conoscevano e, forse, con la persona che meglio di ogni altro sa cosa è successo il 27 ottobre 1962, ovvero Eugenio Cefis. Ho potuto consultare i materiali del PM Calia che dal 1995 ha riaperto l’inchiesta scoprendo le tracce della possibile esplosione, e di molte manovre di insabbiamento alterazione e cancellazione delle prove.
Tutto questo mi affascina e non mi passa la voglia di trovare modi di raccontare la sensazione di smarrimento di fronte a una vita assolutamente fuori da ogni norma, a una morte annunciata e a una delle più riuscite opere di cancellazione di ogni traccia di verità: a tutt’oggi io non saprei dire che ha ucciso Mattei e con quale preciso movente. La sensazione di impotenza che mi genera è una sorta di vertigine che mi ricorda la disperata necessità di questo Stato di affrancarsi dai poteri deviati e dagli interessi privati e stranieri come unica speranza per non affogare nella palude della propria corruzione.

> Sei abituato a muoverti tra diversi linguaggi, come mai sei arrivato anche al fumetto?

Ho raccontato Mattei in teatro, poi alla radio: una graphic novel mi permette cose diverse e soprattutto di raggiungere una diversa fascia di pubblico.

> Ci sono elementi di questa vicenda che non sei riuscito a inserire nel libro, ma che meriterebbero di essere approfonditi?

Una giornalista de “L’Espresso” mi ha rimproverato di non aver approfondito l’ambigua capacità di corruzione che Mattei applicava (e forse inventò) rispetto al sistema politico italiano. Probabilmente ha ragione. L’incorruttibile Mattei aveva la forza e il denaro per corrompere molti. Eppure continua a sembrarmi quasi irrilevante in un mondo di corrotti e corruttori, di interessi privati e di un uso improprio della cosa pubblica.

> Dopo questa prima esperienza tornerai a occuparti di fumetto? Hai già qualche idea?

Con BeccoGiallo stiamo lavorando a una graphic novel sulla tragedia del Vajont. La sceneggiatura è pronta e Duccio Boscoli, eccellente illustratore milanese, sta realizzando le tavole. Da qualche giorno poi ho un’idea nuova, ma è troppo presto per svelarla.