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L’ecologia spiegata ai bambini – Intervista a Marco Rizzo e La Tram

In occasione della prossima uscita de L’ecologia spiegata ai bambini di Marco Rizzo e La Tram abbiamo pensato di rivolgere due domande agli autori per presentarci la loro nuova creazione. Il librò sarà in libreria a partire dal 21 settembre. Entrambi gli autori saranno ospiti del nostro stand presso il Treviso Comic Book Festival.

Marco, questo è il terzo libro della tua ideale “collana nella collana” ospitata dal marchio CriticalKids di BeccoGiallo. Dopo la mafia e l’immigrazione è arrivato il momento dell’Ecologia spiegata ai bambini. Prima di tutto: c’è un filo comune, secondo te, che tesse insieme questi tre argomenti? Quale?

Marco Rizzo: Credo che alla base ci sia il tema del rispetto della società, di noi stessi, della rete che costruiamo vivendo ogni giorno insieme agli altri. Sono libri che vogliono dare speranza a chi rifiuta i soprusi, le arroganze e tutte le storture della mentalità mafiosa, che vogliono ricordare che va rispettato e aiutato chi fugge dal proprio paese in cerca di una vita migliore, che il nostro pianeta va trattato con intelligenza, cura e attenzione, per vivere tutti meglio, insieme. Forse, sintetizzando, sono libri legati all’unico grande tema della libertà: libertà dalla mafia e dall’intolleranza, libertà di vivere in un mondo migliore.

I protagonisti di tutti e tre i libri sono animali, più o meno antropomorfi. Ora è il turno della volpe Sandy di raccontarci il suo punto di vista sulla realtà. Vuoi spiegare ai lettori perché questa scelta di punto di vista?

MR: Abito in un territorio puntualmente martoriato dagli incendi e ogni tanto mi trovo a pensare a quanti animali muoiono atrocemente tra le fiamme. Vedo il mare che mi circonda ogni giorno più inquinato e le spiagge dove andavo da bambino sporcarsi oggi di pece e plastica. Amo gli animali, penso condividano l’ingenua e bellissima innocenza dei bambini nel loro modo di interpretare il mondo, e sono ambasciatori di purezza, e penso che siano le prime vittime, spesso anche in termini temporali, delle nostre azioni. Di certo, sono vittime inconsapevoli e innocenti. Ho pensato a una volpe, Sandy, perché sono animali che sempre più spesso troviamo nelle nostre città: i confini tra natura e palazzi sono sempre più sottili e le volpi non rubano più il cibo nelle fattorie: rovistano nei cassonetti nelle nostre strade. Il Pellicano Ettore, che l’accompagna, è un animale buffo e maestoso allo stesso tempo: offre a Sandy e ai lettori uno sguardo un po’ più esperto. Insieme incontreranno altri animali, ognuno con il suo punto di vista e ognuno a modo suo vittima dei tanti danni che stiamo causando al pianeta.

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La Tram, i primi due volumi di questa ideale “collana nella collana” sono stati illustrati da Lelio Bonaccorso. Hai considerato il suo lavoro nell’approcciarti a questo libro?

La Tram: Ho cercato di non considerarlo quanto la mia ansia da prestazione richiedeva, in realtá! Lelio è uno dei miei disegnatori preferiti da quando ho letto il suo fumetto su Peppino Impastato (scritto sempre da Marco e edito sempre da Beccogiallo). Ho cercato di superare questa soggezione iniziale, dovuta anche al fatto che Lelio e Marco lavorano da anni insieme, concentrandomi sui due personaggi principali della storia, la volpe e il pellicano, che di contro sentivo molto nelle mie corde, molto “miei”.

Rispetto a tuoi precedenti lavori, come hai lavorato per dare corpo e sostanza alle suggestioni di Marco? Che pubblico ti sei immaginata, mentre facevi le tue scelte e i tuoi disegni?

LT: Mentre realizzavo i character dei personaggi leggevo le indicazioni di Marco e provavo a immaginarmelo che mi raccontava tutto con la sua voce, con i suoi gesti, cercavo di vestire i personaggi col suo carattere per comprendere le motivazioni di quelle scelte. Poi ci ho messo del mio. Cercavo forme tondeggianti e rassicuranti, ma non banali: i bambini hanno capacitá di comprensione molto al di sopra di ciò che spesso gli adulti immaginano, semplificando tutto al massimo, per loro. Mi sono immaginata un pubblico di bambini curiosi e “critici”… dei critical kids :)

L’ecologia spiegata ai bambini, di Marco Rizzo e La Tram, vi aspetta in libreria a partire dal 21 settembre!

Critical Kids: Libri per il domani, dall’8 giugno in libreria

La collana Libros para manana della piccola casa editrice spagnola Editorial Media Vaca, vincitrice del Bologna Ragazzi Award 2016 come Migliore Collana di Non-Fiction, spiega ai più piccoli cosa sono la Democrazia, la Dittatura, le Classi Sociali e la questione di Genere.

BeccoGiallo si è aggiudicata i diritti per la pubblicazione in italiano di questi libri senza età (i testi sono stati scritti da Equipo Plantel negli anni ’70 e risultano attualissimi ancora oggi), e l’8 giugno si parte con Come può essere la democrazia e Le donne e gli uomini.

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Come può essere la democrazia
di Equipo Plantel e Marta Pina

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Le donne e gli uomini
di Equipo Plantel e Luci Gutiérrez

Dall’8 giugno i libri per il domani vi aspettano in libreria!

L’invasione degli scarafaggi: intervista al duo Rizzo/Bonaccorso

L'invasione degli scarafaggiMarco Rizzo e Lelio Bonaccorso hanno molto da dire sulla mafia. E l’hanno già detto in molti modi. Quello che forse ancora mancava era un libro per spiegare la mafia ai bambini (ma non solo). Rimedieranno tra pochi giorni con “L’invasione degli scarafaggi“, un’ottima occasione anche per far loro qualche domanda e provare a capirne di più.

> Come nasce l’idea di spiegare la mafia ai bambini?

MR – In realtà, con i miei libri precedenti, ho avuto diverse occasioni di confronto con ragazzi di tutte le età. Peppino Impastato è stato un successo trasversale, letto nelle scuole elementari come nelle medie o nelle università. Abbiamo incontrato bambini e ragazzini e provato a raccontare quei personaggi che combattevano mafia e malaffare. Con L’invasione degli scarafaggi abbiamo voluto metterci alla prova, lavorando sul linguaggio e sulle metafore. Abbiamo voluto scrivere una fiaba (come tutte le fiabe adatta ai lettori di tutte le età) che spiegasse cosa è quella mafia combattuta da Impastato, Rostagno e tanti (per fortuna) altri. Per una volta, senza paternalismi, per carità, abbiamo provato a chiamare come interlocutori quei bambini a cui non ci siamo mai rivolti direttamente.

LB – Fino ad ora avevamo sempre raccontato a fumetti storie con un taglio più maturo, più adulto. Adesso sentivamo l’esigenza di di lanciarci in un’esperienza che potesse permetterci di usare l’illustrazione per bambini, un mezzo differente rispetto al fumetto. Inoltre sentivamo la responsabilità di continuare quell’opera di divulgazione e consapevolezza che abbiamo spesso portato nelle scuole primarie, ed andare a raccontare una storia direttamente ai bambini. Sono loro la chiave di volta per una vera evoluzione sociale…

> Quali scelte avete effettuato a livello di sceneggiatura e grafica per rendere il racconto efficace e coinvolgente?

MR – Non ho preparato una vera e propria sceneggiatura: L’invasione degli scarafaggi è un libro illustrato con degli “innesti” di fumetto. Quindi ho scritto un racconto, e passo passo intervenivo sul testo estrapolando le scene più significative. Poi le ho descritte, inserendole nel racconto e passando il tutto a Lelio. Ho giocato con le metafore. Al di là della presenza di animali antropomorfi (a parte il caso degli scarafaggi è solo un vezzo artistico) mettiamo in parallelo la mafiosità quotidiana di un microcosmo come una scuola, con bullo e vittime, con quella di un piccolo centro, che potrebbe essere dovunque e in qualunque tempo, sottomesso da boss e criminali.

LB – Per quanto mi riguarda il poter raccontare a colori in maniera tradizionale (acquerello e matita colorata) è stato catartico. Il colore, la tinta calda che ho usato, diventa “accogliente e coinvolgente”, una specie di mondo edulcorato in cui non ti immagineresti mai di trovare un mafioso… più o meno la stessa sensazione che provi nell’incontrare una persona del genere nella vita di tutti i giorni. Una sensazione spiazzante. Inoltre ho potuto sperimentare, anche grazie a Marco, delle trovate narrative interessanti, che delineassero marcatamente i personaggi e gli ambienti. Ogni figura vive la sua vita indipendentemente dal contesto, ritrovandosi poi improvvisamente al centro della scena. Marco è bravo nel dare consistenza a ciò che scrive, riesce ad entrare nella storia e farti immediatamente visualizzare la scena, in maniera sintetica, funzionale ed emotiva.

> Se doveste spiegare la mafia ai bambini non in un libro ma in una riga… cosa direste?

MR – Ti cito Mauro Rostagno, laconico ma efficace: “La mafia è il contrario della libertà”.

LB – La mafia è quella cosa che non vi permetterà mai di realizzare i vostri sogni. È una macchina mangia-sogni. Non permettetegli mai di esserlo con voi.

> Con gli adulti invece abbiamo perso le speranze o vedete segnali positivi? Come vivete la situazione siciliana recente?

MR – Quante cartelle ho? Alla caravana antimafia di Libera Trapani, ieri, Salvatore Inguì, responsabile di Libera Marsala ha detto: “Siamo più di dieci, quindici anni fa”. Già questa è una piccola vittoria. Al di là delle riproposizioni retoriche e dovute, l’antimafia con tutto il suo corollario esiste ed è viva. Forse, volendo essere pessimisti, è una minoranza: i siciliani hanno preferito tre volte su tre un Presidente di Regione poi finito indagato e in un caso arrestato per mafia (due volte Cuffaro, poi Lombardo). La cronaca è piena di casi di voti di scambio, appalti truccati, prebende elettorali, manovrine ad alti e bassi livelli. Eppure c’è chi lotta: insegnanti, poliziotti, parroci, giornalisti, magistrati, imprenditori onesti. Che sia una minoranza o meno, è da qui che bisogna cominciare.

LB – Inutile mettere a fuoco solo il lato negativo e pessimistico delle situazioni. Ovviamente nemmeno negare la mafia, e soprattutto la mafiosità sarebbe una buona scelta, anzi sarebbe nefasto. Credo che in tutte le situazioni difficili, si manifestino le persone più valide, o meglio il nostro lato migliore, ignoto a volte a noi stessi, e sappiamo benissimo che la cura sta sempre nella piaga, è un fondamentale momento di consapevolezza dunque. È l’esperienza che ti forgia.
Credo comunque che, alla radice di tutto, ciò che alimenta il “sistema” è un profondo egoismo, menefreghismo e in generale una banale superficialità. Ecco perché le mafie trovano terreno fertile ovunque, da nord a sud. È la gente che rende la mafia importante, altrimenti nemmeno ne parleremmo, e di contro, non esisterebbe nemmeno questo libro.
Dobbiamo fare appello alle qualità determinanti del nostro essere umani, sensibilità, intelligenza e solidarietà. Se capiremo questo, tutto verrà da sé, inevitabilmente.
Pessimista? Direi di no, mi guardo dentro e mi chiedo cosa posso cambiare io intanto. Questo mi rende anzi profondamente ottimista, siciliano nel senso più autentico.

Critical Kids: ripensiamo il futuro, fin da bambini

In occasione della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna debutta in libreria una nuova collana di libri BeccoGiallo dedicata ai protagonisti del futuro. Si chiama “Critical Kids”, ed è un altro piccolo significativo tassello del nostro progetto editoriale. Insieme ai bambini, ai genitori e agli insegnanti, vorremmo pensare nuovi libri coraggiosi per offrire materiali originali e pungenti che possano fungere da stimolo per dibattere insieme, per crescere (o decrescere?) in modo un po’ più consapevole negli anni a venire.

I libri verranno realizzati con materiali amici dell’ambiente e su licenza Creative Commons per favorirne la diffusione. In questi anni, spesso gli insegnanti ci hanno invitati nelle scuole a presentare singoli libri BeccoGiallo assieme agli autori, a volte a parlare del nostro progetto editoriale.
Raccontare con un linguaggio più vicino ai ragazzi frammenti di storie italiane spesso complesse ci ha permesso di approcciare certi argomenti in modo un po’ più semplice, per poi poterli approfondire di nuovo in classe, con occhi diversi. E dialogare con i giovani lettori ci ha aiutato a comprendere meglio il nostro lavoro di editori. Ci è servito come stimolo prezioso per provare a ripensare quotidianamente il nostro futuro di editori e di persone, ed è per questo che abbiamo deciso di affidarci proprio a loro, ai bambini. E cominceremo dal principio. Come si faceva una volta, cominceremo con un alfabetiere, che abbiamo intitolato “Altreparole”: al posto della A di Ape ci sarà la A di Ambiente, al posto della B di Banana ci sarà la B di Benvenuto. Perché per costruire insieme un futuro diverso abbiamo bisogno di nuove parole, che abbiamo cercato e condiviso con pazienza, costruendo laboratori con bambini, insegnanti, mamme e papà di nuova generazione con la supervisione pedagogica di Diego Di Masi, ricercatore in Scienze Pedagogiche all’Università di Padova. Parole che abbiamo poi affidato allo sguardo, ai pensieri e alle matite di Roberta Gorni.

Siamo curiosi di vedere quali saranno le risposte alla nostra nuova proposta editoriale da parte dei colleghi italiani e stranieri alla fiera di Bologna. E soprattutto, quale sarà la risposta dei lettori: oltre a nuove parole, abbiamo bisogno di messaggeri coraggiosi.