BeccoGiallo

“Marie Curie” e “L’ecologia spiegata ai bambini” – Dal 21 settembre in libreria

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Il ritratto di una donna straordinaria, fra le scienziate più importanti di sempre. Quando arrivò a Parigi e si iscrisse alla Sorbona, Maria Skłodowska aveva già 24 anni.
In Polonia aveva dovuto lavorare come governante per mettere da parte i soldi necessari a intraprendere gli studi in scienze fisiche. Il nome con cui divenne famosa è quello del marito Pierre Curie, che la aiutò nelle ricerche su una sostanza sconosciuta che aveva proprietà assai curiose: emetteva energia, luce e calore. Era l’alba della fisica nucleare, ma anche l’inizio dell’era delle donne nel mondo della scienza. Dopo la morte improvvisa di Pierre, Marie portò avanti la sua carriera, fin troppo brillante e indipendente, scontrandosi con la mentalità conservatrice
dell’Europa del primo Novecento.

Marie Curie
di Alice Milani
dal 21 settembre in libreria

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La volpe Sandy sentiva che qualcosa, nel suo piccolo mondo, non andava per il verso giusto. Ma solo grazie al pellicano Ettore si accorse che attorno a lei le foreste venivano abbattute senza sosta, gli incendi divoravano l’erba, i ghiacciai si scioglievano e la barriera corallina ormai stava scomparendo. La situazione era critica, ma qualcosa poteva ancora essere fatto…
Questo libro è uno strumento per cominciare a parlare di sostenibilità e tutela del pianeta con i più piccoli.

L’ecologia spiegata ai bambini
di Marco Rizzo e La3am
dal 21 settembre in libreria

L’ecologia spiegata ai bambini – Intervista a Marco Rizzo e La Tram

In occasione della prossima uscita de L’ecologia spiegata ai bambini di Marco Rizzo e La Tram abbiamo pensato di rivolgere due domande agli autori per presentarci la loro nuova creazione. Il librò sarà in libreria a partire dal 21 settembre. Entrambi gli autori saranno ospiti del nostro stand presso il Treviso Comic Book Festival.

Marco, questo è il terzo libro della tua ideale “collana nella collana” ospitata dal marchio CriticalKids di BeccoGiallo. Dopo la mafia e l’immigrazione è arrivato il momento dell’Ecologia spiegata ai bambini. Prima di tutto: c’è un filo comune, secondo te, che tesse insieme questi tre argomenti? Quale?

Marco Rizzo: Credo che alla base ci sia il tema del rispetto della società, di noi stessi, della rete che costruiamo vivendo ogni giorno insieme agli altri. Sono libri che vogliono dare speranza a chi rifiuta i soprusi, le arroganze e tutte le storture della mentalità mafiosa, che vogliono ricordare che va rispettato e aiutato chi fugge dal proprio paese in cerca di una vita migliore, che il nostro pianeta va trattato con intelligenza, cura e attenzione, per vivere tutti meglio, insieme. Forse, sintetizzando, sono libri legati all’unico grande tema della libertà: libertà dalla mafia e dall’intolleranza, libertà di vivere in un mondo migliore.

I protagonisti di tutti e tre i libri sono animali, più o meno antropomorfi. Ora è il turno della volpe Sandy di raccontarci il suo punto di vista sulla realtà. Vuoi spiegare ai lettori perché questa scelta di punto di vista?

MR: Abito in un territorio puntualmente martoriato dagli incendi e ogni tanto mi trovo a pensare a quanti animali muoiono atrocemente tra le fiamme. Vedo il mare che mi circonda ogni giorno più inquinato e le spiagge dove andavo da bambino sporcarsi oggi di pece e plastica. Amo gli animali, penso condividano l’ingenua e bellissima innocenza dei bambini nel loro modo di interpretare il mondo, e sono ambasciatori di purezza, e penso che siano le prime vittime, spesso anche in termini temporali, delle nostre azioni. Di certo, sono vittime inconsapevoli e innocenti. Ho pensato a una volpe, Sandy, perché sono animali che sempre più spesso troviamo nelle nostre città: i confini tra natura e palazzi sono sempre più sottili e le volpi non rubano più il cibo nelle fattorie: rovistano nei cassonetti nelle nostre strade. Il Pellicano Ettore, che l’accompagna, è un animale buffo e maestoso allo stesso tempo: offre a Sandy e ai lettori uno sguardo un po’ più esperto. Insieme incontreranno altri animali, ognuno con il suo punto di vista e ognuno a modo suo vittima dei tanti danni che stiamo causando al pianeta.

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La Tram, i primi due volumi di questa ideale “collana nella collana” sono stati illustrati da Lelio Bonaccorso. Hai considerato il suo lavoro nell’approcciarti a questo libro?

La Tram: Ho cercato di non considerarlo quanto la mia ansia da prestazione richiedeva, in realtá! Lelio è uno dei miei disegnatori preferiti da quando ho letto il suo fumetto su Peppino Impastato (scritto sempre da Marco e edito sempre da Beccogiallo). Ho cercato di superare questa soggezione iniziale, dovuta anche al fatto che Lelio e Marco lavorano da anni insieme, concentrandomi sui due personaggi principali della storia, la volpe e il pellicano, che di contro sentivo molto nelle mie corde, molto “miei”.

Rispetto a tuoi precedenti lavori, come hai lavorato per dare corpo e sostanza alle suggestioni di Marco? Che pubblico ti sei immaginata, mentre facevi le tue scelte e i tuoi disegni?

LT: Mentre realizzavo i character dei personaggi leggevo le indicazioni di Marco e provavo a immaginarmelo che mi raccontava tutto con la sua voce, con i suoi gesti, cercavo di vestire i personaggi col suo carattere per comprendere le motivazioni di quelle scelte. Poi ci ho messo del mio. Cercavo forme tondeggianti e rassicuranti, ma non banali: i bambini hanno capacitá di comprensione molto al di sopra di ciò che spesso gli adulti immaginano, semplificando tutto al massimo, per loro. Mi sono immaginata un pubblico di bambini curiosi e “critici”… dei critical kids :)

L’ecologia spiegata ai bambini, di Marco Rizzo e La Tram, vi aspetta in libreria a partire dal 21 settembre!

“Fedele alla linea”, dal 14 settembre in libreria

Fedele alla linea
Il mondo raccontato dal Graphic Journalism
di Gianluca Costantini

Sappiamo ricordare il presente? Sembra che tutto passi, senza lasciare neanche una traccia. E per non perdersi nel bosco del passato prossimo, che è anche artefice del nostro futuro, Gianluca Costantini traccia linee che raccontano il reale. Si tratta di Graphic Journalism, che spazia dal reportage all’articolo di commento su argomenti nazionali e internazionali.
Dalla zanzara Zika a Putin, dall’ascesa dei grillini a Parma agli attentatori di Charlie Hebdo, la matita di Costantini cartografa in modo puntuale e senza interferenze gli eventi. Una geografia delle vite, che è appunto una scienza che nasce disegnando il mondo.
Pubblicate in riviste internazionali, quotidiani, blog, condivise dagli attivisti per i diritti umani, le storie del disegnatore e attivista ci permettono di ricomporre un mosaico frantumato, rimanendo appunto “fedeli alla linea”.

Fedele alla Linea – Claudio Calia intervista Gianluca Costantini al Lunatico Festival di Trieste, sabato 9 settembre 2017

Fedele alla linea
di Gianluca Costantini
Prefazione: Luigi Spinola
Postfazione: Daniele Barbieri
Testi introduttivi: Elettra Stamboulis
Contributi: Allan Antliff, Laura Silvia Battaglia, Lara Crinò, Carlo Gubitosa, Gabriella Jacomella, Tahar Lamri, Maurizio Maggiani, Igiaba Scego, Elettra Stamboulis, Alberto Tetta, Francesca Tosarelli.
Brossura con alette
312 pp bn e colore
Dal 14 settembre in libreria!

Luigi Meneghello e Luigi Lilio: dal 27 luglio in libreria

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“Si vedeva che c’è in natura una specie minore del divenire, le piantine che crescono da un seme, la gente che in principio è bambina e poi diventa grande, mette i mustacchi.
Ma restava fermo il concetto che qualcosa di centrale non diviene affatto.
Si stava all’interno di una sfera immutabile, leggi analoghe a quelle che governavano le stagioni racchiudevano il nostro mondo come calotte di quarzo. Dentro alla sfera di quarzo ci si sentiva liberi di parlare e di vivere come credevamo”.

Luigi Meneghello
Apprendista italiano
di Eliana Albertini
Dal 27 luglio in libreria

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Un racconto per scoprire perché sono stati cancellati dieci giorni dalla storia dell’umanità.
Dall’alba della civiltà al 1582 tutti i popoli hanno cercato invano di sincronizzare perfettamente le date del calendario con i cicli delle stagioni.
Solo Luigi Lilio, ideatore del calendario gregoriano, vi riuscì. Quello di Lilio era un compito arduo da svolgere poiché ai suoi tempi mancavano le leggi dei modelli planetari, i metodi della fisica e gli strumenti della matematica, che vedranno la luce pochi anni dopo grazie a Keplero, Galileo e Newton.
Lilio non aveva a disposizione queste conoscenze, ma riuscì ad elaborare un calendario così preciso da sfidare i secoli.

Luigi Lilio
Il dominio del tempo
di Giuseppe Capoano e Francesco Vizza
a cura di Sieglinde Borvitz

Volume realizzato con il contributo di:
Heinrich-Heine-Universität, Institut für Romanistik (Düsseldorf, Germania)
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Chimica dei Composti Organometallici
(CNR-ICCOM, Firenze)

Dal 27 luglio in libreria

Misteri d’Italia e Sinai: dal 13 luglio in libreria

Appuntamento con tre libri BeccoGiallo il 13 luglio in libreria: i primi due volumi della nuova collana Misteri d’Italia, destinata a riproporre le uscite più significative di più di dieci anni di attività della casa editrice, in nuove versioni rivedute e aggiornate a partire dalle biografie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e l’esordio come autore completo di Lelio Bonaccorso con Sinai, un diario di viaggio realizzato in presa diretta.

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Giovanni Falcone nasce a Palermo il 20 maggio 1939. Giudice, magistrato, simbolo nazionale della lotta contro la mafia, è stato — con Paolo Borsellino — il rappresentante di punta del pool antimafia che negli anni Ottanta ha indagato sulla criminalità organizzata.
Al suo impegno si devono la collaborazione del boss Tommaso Buscetta e lo storico Maxiprocesso a Cosa Nostra, che si è concluso con più di 300 condanne.
Dopo aver subito minacce e delegittimazioni pubbliche, Giovanni Falcone è stato assassinato il 23 maggio 1992 assieme alla moglie e agli agenti della scorta nella cosiddetta Strage di Capaci, lungo l’autostrada A29, nei pressi di Palermo. Sarà il giudice Borsellino, agli occhi dell’opinione pubblica italiana, a raccoglierne il testimone.

Giovanni Falcone
di Giacomo Bendotti
Prefazione di Maria Falcone
Dal 13 luglio in libreria

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Il 23 maggio 1992, all’Ospedale Civico di Palermo, Paolo Borsellino abbraccia per l’ultima volta Giovanni Falcone prima che muoia. Agli occhi dell’opinione pubblica Borsellino diventa l’erede naturale del giudice Falcone. Per Cosa Nostra il prossimo nemico da abbattere. Il 19 luglio 1992 Borsellino muore nella strage di via D’Amelio assieme agli agenti della scorta. L’agenda rossa sulla quale appuntava ogni dettaglio scoperto dopo la morte di Falcone — tra cui probabilmente le rivelazioni del pentito Gaspare Mutolo sulle infiltrazioni mafiose negli apparati dello Stato — sparisce dal luogo dell’attentato e non viene più ritrovata.
Cosa c’era scritto nell’agenda di Borsellino? Perché qualcuno ha voluto cancellarne ogni traccia?

Paolo Borsellino. L’agenda rossa
di Giacomo Bendotti
Prefazione di Rita Borsellino
Dal 13 luglio in libreria

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Un reportage sui Beduini del Sinai, sulla saggezza di un popolo antico, sul valore del tempo che passa, sulla felicità.
Un diario di viaggio in presa diretta per cominciare a conoscere una cultura straordinaria.
Abitante del deserto da più di mille anni, ospitale e silenzioso, testimone di una saggezza millenaria che abbraccia il Mar Rosso e il Monastero di Santa Caterina sul Monte di Mosè (uno dei luoghi sacri più antichi al mondo), il popolo dei Bedu – come si definiscono i Beduini del Sinai – è custode di una cultura affascinante ancora poco diffusa in Occidente.
Questo reportage, che è prima ancora un diario di viaggio in presa diretta, è uno strumento utile per cominciare a conoscerla.
Il Sinai è il posto perfetto per chiunque abbia smarrito la strada. Il mio invito è semplicemente di andare a visitarlo: non ne rimarrete delusi.

Sinai. La terra illuminata dalla luna
di Lelio Bonaccorso, con la collaborazione di Fabio Brucini
Dal 13 luglio in libreria

Chef in Erba vol. 1: Flora e la ricetta vegetariana

Che cosa più di una fetta di torta ci può tirar su dopo un brutto voto in matematica?
E alla signora De Snobbis, la cuoca più esperta del quartiere, piacerà la nuova ricetta che Flora ha preparato per il suo seguitissimo blog Chef in Erba?

BeccoGiallo è orgogliosa di presentare la sua prima serie a fumetti per ragazzi!

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Chef in Erba vol. 1
Flora e la ricetta vegetariana
di Katia Garofalo

Dal 29 giugno in libreria!

La risata che non li seppellirà – Ciaj Rocchi e Matteo Demonte su La Lettura

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La Lettura de Il Corriere della Sera, 25 giugno 2017

In occasione della pubblicazione su La Lettura de Il Corriere della Sera della storia “La risata che non li seppellirà”, di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, dedicata ai Fratelli Marx, pubblichiamo una breve intervista agli autori.

Dopo più di due anni di lavoro su Primavere & Autunni e Chinamen, e tre graphic novel su La Lettura, sempre a tema cinese, ecco questo mini graphic novel sui Fratelli Marx: da dove l’avete tirata fuori?

E’ da sempre che siamo affezionati alle maschere dei Fratelli Marx e alla loro comicità radicale. In particolare Groucho e Harpo sono per noi anche dei veri e propri modelli estetici e comportamentali.

Per ricostruire l’iconografia di quei primi Chinamen di cui poi abbiamo raccontato nel nostro fumetto omonimo, siamo andati indietro nella ricerca fino alla nascita delle prime Chinatown occidentali, San Francisco innanzi tutto e subito dopo New York.
La lente macroscopica che abbiamo utilizzato nei nostri lavori è sempre stata quella della storia dell’immigrazione, ma questa volta c’è un passaggio in più: con la vicenda biografica e professionale dei Fratelli Marx, approdiamo finalmente sul terreno della “storia dell’integrazione”, cioè di quel processo di assimilazione e valorizzazione da parte della cultura dominante delle componenti di alterità di cui gli immigrati sono portatori.
Anche i Fratelli Marx erano figli di immigrati, immigrati ebrei, quelli che oggi chiameremo immigrati di seconda generazione. I loro genitori erano arrivati a New York nel 1880 insieme a milioni di persone provenienti dal Vecchio Mondo, in cerca di fortuna.
I Marx erano poveri e vivevano di espedienti, ma venivano da una famiglia di artisti, quella era la loro indole e il loro destino. Sin dall’infanzia, la madre li fece studiare canto e prendere lezioni di pianoforte, e trovava per loro piccoli ingaggi nel teatro di varietà. Poi, dopo anni di gavetta e di fatiche, di viaggi su e giù per l’America dormendo in ogni tipo di bettola e proponendo fino a 5 spettacoli al giorno, la loro parabola comincia ad alzasi in volo: Broadway, Hollywood, la radio, la televisione…
Con il cinema, e soprattutto nel passaggio dal muto al sonoro, i Marx troveranno il modo di allargare il loro pubblico con una comicità fatta di giochi di parole e di luoghi comuni ben intercalati. I loro personaggi ben interpretavano cliché e comportamenti della cultura americana che scopriva la propria identità in relazione con l’altro, l’immigrato povero e incivile che popolava l’Upper e il Lower East Side Manhattan. Anzi, è proprio guardando “all’altra metà del mondo”, verso l’abisso e la povertà degli slum, che nascerà il mito del progresso e del sogno americano.
Allora studiare la biografia e la cinematografia dei Marx ci permette di approfondire la storia della cultura popolare occidentale dell’ultimo secolo e capire, anche con uno sguardo critico, come ha fatto l’America a sedurci e a conquistarci tutti.

L’episodio messo in scena nel Graphic Novel de La Lettura mette insieme i Fratelli Marx e Charlie Chaplin, ma è avvenuto davvero quell’incontro a Winnipeg?

Ci interessava rappresentare i Fratelli Marx nel loro divenire “I Fratelli Marx”, prima del grande successo commerciale. Volevamo metterli in scena nei loro sbattimenti, durante gli spostamenti per le lunghe tournée teatrali, le serate per strada e nei bordelli. Però volevamo anche sottolineare come l’industria culturale cinematografica, già a quei tempi, così come oggi, attingeva, per trovare nuova linfa, a circuiti minori (underground, diremmo oggi), com’era ai tempi il teatro di varietà, il vaudeville…
Comunque l’episodio è vero, i Marx erano in tournée nel Panteges Circuit, una serie di teatri che andava da Chicago alla costa del Pacifico. Mentre Chaplin lavorava per il parallelo Sullivan Considine Circuit. Si incontrarono per la prima volta a Winnipeg e sempre quell’anno ancora a Vancouver. La loro fu un amicizia decennale.

Anche stavolta si potrebbe parlare di fumetto di realtà: su cosa avete lavorato? Foto di scena, documenti d’archivio?

Fumetto di realtà che diventa IPERREALTA’, cioè un ipertesto con livelli di lettura multipla, tavole come mappe concettuali che si allargano come chiazze d’olio a seconda della curiosità.
All’inizio c’è sempre il lavoro sul campo, il lavoro di documentazione iconografica che per noi dev’essere rigorosa; per esempio il teatro del “Circuito Pantages” rappresentato nella prima tavola è quello originale di Winnipeg, il treno della Pacific Rail Road è originale, la locandina di Chaplin, gli interni, i camerini… tutta roba vera!
Poi, oltre alla vicenda personale dei Marx c’è il contesto, il contesto sociale, socio-economico, materiale: vestiti, costumi, oggetti, tinte, linguaggio, background, sfondi… Una ricerca infinita.

Dopo più di due anni di collaborazione con BeccoGiallo ne sono successe molte di cose: più di 70 presentazioni di Primavere & Autunni, il documentario “Uccellacci! Dieci anni di Becchigialli“, Chinamen il fumetto, il cartone animato e la mostra… qual è il vostro bilancio e cosa bolle in pentola?

Per Primavere e Autunni avevamo realizzato anche una versione ebook interattiva, incentrata soprattutto sul bilinguismo e i caratteri cinesi; Chinamen è stato persino una mostra molto visitata ed è un documentario a disegni animati. Forse ci caratterizza una progettualità crossmediale, forse come i Marx battiamo tutte le strade cercando di percorrerne fino in fondo “almeno” una.
Come autori, forse siamo stati atipici sin dall’inizio, sia per il tipo di storia raccontata, sia per lo stile, sia per i disegni per niente fumettosi… La nostra ricerca è approdata al fumetto passando per il video, come una scorciatoia verso una narrazione sempre più multitestuale ed efficace. Eppure oggi ci sentiamo a pieno titolo nel catalogo BeccoGiallo, nel filone del fumetto di realtà e del fumetto d’impegno civile. “Uccellacci” per esempio, anche se non è un libro, è la testimonianza di come questa nostra collaborazione con BeccoGiallo sia a più ampio raggio e non solo legata al nostro ruolo di singoli autori, ma attenta al lavoro complessivo di un editore che nel panorama italiano è un caso più unico che raro, per quanto riguarda la NON Fiction. Forse perché la realtà è più interessante della finzione, quando ci spiega chi siamo e come lo siamo diventati.

Cosa bolle in pentola: intanto martedì 27 giugno alle 21 saremo ospiti di Bande Distorte, sulle frequenze antagoniste di Radio Onda d’Urto, per parlare di “Chinamen”. Poi il 16 agosto saremo ospiti della Libreria del Gatto Nero a Brescia alla festa di Radio Onda d’Urto.
Con i nostri libri stiamo lavorando anche sul fronte estero: saremo alla fiera internazionale di Pechino alla fine di agosto. Poi saremo a Treviso, ospiti del festival SoleLuna Doc, tra l’11 e il 16 di settembre, con una mostra di tavole dedicata a P&A, Chinamen e il cartone animato. E poi ci sono sempre i Fratelli Marx, un progetto che ci interessa seriamente :)

Ciaj Rocchi e Matteo Demonte

Ciaj Rocchi e Matteo Demonte

Piazza della Loggia, Brescia: un commento alla sentenza da Francesco Barilli

Brescia, 28 maggio 1974, ore 10,12. Una bomba infilata in un cestino dei rifiuti provoca una strage durante una manifestazione antifascista in Piazza della Loggia. Muoiono otto persone.

Sono passati 43 anni. E quello che si diceva già nell’immediatezza del fatto (“strage fascista”) ora è una verità giudiziaria definitiva. A tarda sera del 20 giugno, la Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo a carico di Carlo Maria Maggi, indiscusso leader dell’organizzazione neofascista Ordine Nuovo, e di Maurizio Tramonte, ex “fonte Tritone” dei servizi segreti.

Una verità giudiziaria che arrivi a così tanti anni di distanza dal fatto può sembrare depotenziata. Ma, in questo caso, si tratta di un verdetto importantissimo. E’ infatti vero che nelle stragi di quegli anni le responsabilità dell’estremismo “nero” (a cominciare proprio da Ordine Nuovo) sono state accertate da tempo. Già in passato alcune sentenze, frettolosamente vendute come assoluzioni, in realtà riconoscevano queste responsabilità, seppure senza arrivare a condanne personali.

L’ultima sentenza sulla strage di Brescia va però oltre. Maggi rappresenta il vertice decisionale di Ordine Nuovo, mentre la condanna di Tramonte (“fonte” del Sid, soggetto totalmente interno alla destra eversiva, nonché presente sul luogo della strage) esplicita le ambigue connessioni fra i servizi segreti e l’eversione neofascista, certificando i depistaggi che hanno inquinato anni di indagini.

A questo si può aggiungere che già i precedenti gradi di giudizio avevano formulato pesanti considerazioni verso altri soggetti appartenenti a Ordine Nuovo, ormai defunti e quindi non condannabili: innanzitutto l’esperto di armi ed esplosivi, Carlo Digilio, e l’altro ordinovista veneto, Marcello Soffiati. Ma condannare Maggi (come detto: vertice decisionale di ON nel Nordest) scrive una parola definitiva sulla strage, ideata e realizzata da forze eversive neofasciste e “coperta” dai servizi segreti dell’epoca.

Quella di ieri è, quindi, una sentenza fondamentale, in un Paese che soffre di una memoria vaga e distorta, dove le stragi “nere”, da Piazza Fontana in poi, le si preferisce confinare nel comodo cassetto dei “misteri d’Italia”, dove le responsabilità della destra eversiva sembravano confinate alla sola dimensione storica o giornalistica, dove Pino Rauti (che di ON fu il “padre”, perlomeno nella prima fase della formazione stessa) viene ricordato come “intellettuale di grande spessore”, dove Giorgio Almirante è indicato come possibile riferimento culturale per un Movimento che si vorrebbe “né di destra né di sinistra”… Ma è importante, innanzitutto, perché rende giustizia alle vittime di Piazza della Loggia, che è giusto qui ricordare: Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi Milani, Clementina Calzari Trebeschi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti, Alberto Trebeschi e Vittorio Zambarda.

Francesco “baro” Barilli

Francesco Barilli insieme a Matteo Fenoglio ha ricostruito le fasi processuali del processo sulla strage di Brescia nel libro a fumetti Piazza della loggia Vol. 2 – In nome del popolo italiano