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Intervista a Dario Morgante e Gianluca Costantini (Julian Assange)

Assange e WikiLeaks di Morgante e CostantiniÈ il loro primo lavoro per BeccoGiallo, ma a Dario Morgante e Gianluca Costantini l’esperienza non manca di certo. Con noi hanno scelto di affrontare un tema di non facile lettura, esposto a facili pregiudizi e possibili fraintendimenti. Li abbiamo intervistati per farci raccontare il loro punto di vista, l’impostazione che hanno scelto di dare a “Julian Assange, dall’etica hacker a WikiLeaks“, e, come d’abitudine, anche per farveli conoscere un po’ meglio.

> Domanda semplice, diretta, fondamentale: perché avete scelto di lavorare ad un libro su Wikileaks, concentrandovi in particolar modo sul fondatore e portavoce Assange?

Quello di Wikileaks è un tema affascinante, un’idea del mondo che ci coinvolge, che ci riguarda da vicino. Ci siamo però accorti che l’opinione pubblica, che i media, avevano una visione distorta di questa realtà. Si sprecava e si spreca moltissima dietrologia, che nel fumetto è rappresentata dall’insistente domanda dei giornalisti ad Assange, a sapere «Chi vi paga?», perché ormai a questo mondo si dà per scontato che ogni cosa è pagata, manovrata, gestita nell’ombra da qualcuno. Così che ci si concentrava sui possibili «mandanti» dei vari leaks e poco o niente si diceva della comunità che ha espresso Wikileaks, se non altro idealmente: quella degli hacker. E quella comunità è figlia di un processo, di un percorso ancor più vasto: è figlia dell’era dell’informazione e della rivoluzione informatica, cosa di cui sembra esserci pochissima consapevolezza, mentre si utilizzano quotidianamente i social network e gli smartphone, mentre si scaricano film e musica da siti crittati cinesi, si pensa «Chi c’è dietro Wikileaks?», scordandosi la cosa fondamentale, la più importante. Scordandosi la vera domanda: «Chi c’è dietro le nostre vite?».

> Nel libro si parla appunto di etica hacker, un tema che la gente spesso non considera direttamente collegato alla nascita e allo sviluppo di WikiLeaks, ma che in realtà costituisce le fondamenta del progetto. Cosa ne pensate a riguardo? Come vi siete documentati?

Gli hacker sono una parte del processo rappresentato dalla rivoluzione informatica. Sono i nostri figli più belli, più splendenti. Sono quelli che a fronte della trasformazione radicale della società postindustriale hanno preso in mano il fucile e sono saliti in montagna. Alcuni sono briganti di strada, altri dei Robin Hood annidati nel profondo della foresta di Sherwood. Sono anche una conseguenza: si è cablato il mondo, si è resa l’informatica il linguaggio del contemporaneo, si è creata un’intera sovrastruttura dedicata allo scambio di informazioni, ai dati, alle reti ecc. ecc., ed è ovvio che qualcuno cerchi di violare queste reti, di aprire il Vaso di Pandora. È una cosa logica, è una conseguenza. «Se nelle prime scene di un film appare un fucile, state certi che prima o poi sparerà». È John Ford che racconta la grammatica del cinema western. È la stessa cosa, è come nascondere la marmellata sul ripiano più alto della dispensa e poi dire al bambino che non si deve prendere. State certi che ci arriverà a quella marmellata. Ad ogni costo.

> Lo stile di disegno adottato nel libro e la gestione delle tavole sono decisamente particolari. Si è trattato di una scelta specifica calibrata sul soggetto?

Assolutamente sì, abbiamo scelto una narrazione minimale, che andava per sottrazioni e il disegno ha seguito il concept con tagli netti, disegni freddi e fortemente simbolici. Poi nel corso della lavorazione – durata comunque sei mesi – disegno e testi hanno iniziato a integrarsi. Assange è diventato un «personaggio», ha preso una sua strada fumettistica, diventando il nostro Dylan Dog, con i suoi vestiti, i suoi tic… Abbiamo fatto un’altra scelta importante, fondamentale quasi.
Un’innovazione assoluta nella narrazione a fumetti. Nel libro ci sono molte tavole, che sono sequenze video. Cioè abbiamo riprodotto dei video a fumetti. Intere sequenze di film, di clip e di trailer cinematografici sono diventati non «un’immagine» ma sono stati riprodotti integralmente. Non l’aveva mai fatto nessuno, è la stessa tecnica dei docufiction, mischiare cose ricostruite con immagini di repertorio… Restituisce una forma estremamente affascinante di realismo.

> Cosa vi aspettate in futuro da WikiLeaks?

Cercheranno di screditare Wikileaks e Assange in ogni modo possibile, corromperanno i collaboratori, colpiranno amministrativamente la struttura, faranno di tutto. Assange teme per la propria vita, e fa bene. Ma se anche si arriverà alla «fine» di Wikileaks non si arriverà mai alla fine dell’insistente ricerca della verità. Quella degli hacker non è una battaglia solamente politica, è esistenziale.

> Grazie per averne discusso nel nostro blog. Chiudiamo naturalmente con una domanda sui vostri prossimi progetti. A cosa state lavorando?

Ognuno di noi coltiva progetti personali da molti anni, e speriamo di tornare a collaborare assieme. Ci sono molte storie che aspettano di essere raccontate, e di essere raccontate bene, di essere di ispirazione. Sul fondo si agita una biografia impossibile di Marcel Duchamp, l’uomo che ha cambiato l’arte del Novecento. Perché la politica, la vita e l’arte sono parte della stessa battaglia per arrivare nell’alto dei cieli.

L’anteprima in PDF del libro è disponibile qui, gratuita e liberamente condivisibile.

Anteprima in .PDF di Julian Assange

Assange & WikileaksLa libertà d’informare, ovvero la possibilità di conoscere e raccontare la realtà, è un tema che ci è caro da sempre.

Julian Assange, dall’etica hacker a WikiLeaks“, non è una semplice biografia di Julian Assange, né solo un reportage su WikiLeaks: è un libro che parte da questi spunti per esplorare argomenti come l’etica hacker, la libertà d’espressione, i principi fondamentali della democrazia.

Il libro arriverà nelle librerie e fumetterie di tutta Italia il 24 di agosto. Nel frattempo, ecco l’anteprima in .PDF, da leggere e – questa volta più che mai – condividere.

Perché le informazioni non si possono fermare.

Scarica l’anteprima di “Julian Assange, dall’etica hacker a WikiLeaks”, dal sito dedicato al libro.

 

What does censorship reveal? It reveals fear.
Julian Assange

Nasce Noi ci mettiamo il Becco

Noi ci mettiamo il BeccoOggi diamo il via a un nuovo progetto online: si chiama Noi ci mettiamo il Becco.

A molti lettori il nome non suonerà del tutto nuovo: viene dallo slogan che ci piace usare ormai da anni per tutti i nostri libri, a dichiarare il nostro desiderio di provare ad andare sempre in fondo alle cose, di non fermarsi all’uscita di un nuovo libro ma di provare a incrociare nuovi sguardi, sogni, valori, obiettivi.

In questi anni abbiamo collaborato con persone e associazioni di tutti i tipi: Emergency, Peacereporter, COSV, Libera, Medicina Democratica, Amnesty International, Karibu Afrika, Radio Sherwood, associazioni e gruppi informali di persone motivate a “cambiare il mondo”.
Vogliamo continuare a farlo, trovando nuovi alleati, provare a dare la mano in un circuito si spera virtuoso di idee e di progetti.

Insomma, vogliamo provare a costruire nuovi percorsi condivisi sia di comunicazione sia – perché no? – editoriali.

Per questo oggi nasce Noi ci mettiamo il Becco. Un luogo virtuale nato all’interno di BeccoGiallo, ma indipendente dalla casa editrice, pronto a esplorare tematiche, argomenti e strade nuove.

Prendetelo pure come una piccola casa.
Una bottega da condividere con tutti coloro che hanno voglia di dire e di fare.
Di metterci il Becco, prima e dopo ogni tipo di libro.