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#OCCUPYWALLSTREET TEASER 4: Metodologia di un racconto giornalistico a fumetti

Occupy Wall Street a fumetti

“Partecipo attivamente alla politica. Inoltre, disegno fumetti e scrivo. Questo libro è un insieme di tutte queste attività: non riuscirei a separarle neanche se lo volessi. Non pretendo che questo resoconto contenga “tutta la verità”: è una mia interpretazione degli eventi, uno dei tanti frammenti di un ampio spettro di analisi e osservazioni sul movimento influenzate da idiosincrasie, esperienze e visioni personali.

Ho messo insieme questo libro sulla base dei miei appunti che, ovviamente, includono le cose che io consideravo importanti e interessanti. Non ha la pretesa di essere completo. Un’altra persona, probabilmente, si sarebbe concentrata meno sulle componenti ambientaliste del movimento e di più sull’organizzazione sindacale o sulle questioni logistiche necessarie, per esempio, alla creazione di una public kitchen gratuita.

Non ha neppure la pretesa di essere definitivo: vuole cogliere un momento e i sentimenti legati a quel momento. A pochi mesi dall’inizio di questo progetto, le mie idee sono già cambiate e devo resistere alla tentazione di tornare indietro e fare delle correzioni. La vita scorre molto più rapidamente della nostra capacità di raccontarla e interpretarla.

Questo progetto è sia una forma d’arte sia una narrazione giornalistica e, dato che l’arte è una sintesi della vita e non una sua replica esatta, in alcuni casi ho deciso di riassumere diverse informazioni per potermi focalizzare su un determinato momento o per mettere in rilievo una certa questione. Se avevo qualche dubbio sul fatto che una determinata persona volesse essere riconoscibile o se non mi ricordavo esattamente che aspetto avesse, ne cambiavo le sembianze. Le citazioni che attribuisco alle diverse persone sono esatte (e ho riportato solo passi di discorsi a cui ho potuto assistere di persona), ma alcune delle conversazioni riportate in questo libro si basano sui miei appunti e sulla mia memoria approssimativa. Gli elementi testuali e visivi hanno subito notevoli revisioni e, spesso, sono stati sintetizzati o riorganizzati per motivi estetici e di chiarezza. Nella vita reale non porto sempre una maglia rossa!”

Stephanie McMillan
Attivista, giornalista e disegnatrice, opera da più di dieci anni nel campo del graphic journalism socialmente impegnato. Con questo libro si è aggiudicata il premio Robert F. Kennedy per il giornalismo a sostegno della Giustizia e dei Diritti dell’Uomo. Ha collaborato con il Los Angeles Times, il Daily Beast, il San Francisco Bay Guardian.

Occupy Wall Street – 99% contro il potere, arriverà in libreria giovedì 28 febbraio, ma è già disponibile nel nostro store online.

#OccupyWallStreet Teaser 2

Occupy Wall Street a fumetti

Nel 2011, prima della nascita del movimento…

  • Negli Stati Uniti, più del 54% della spesa discrezionale era impiegata per aggressioni imperialiste.
  • 6 milioni di americani avevano perso la casa.
  • Un milione di persone all’anno andava in bancarotta a causa delle spese mediche.
  • Negli Stati Uniti, morivano 100.000 persone all’anno perché era negata loro un’assistenza sanitaria soddisfacente.
  • La disoccupazione reale era aumentata vertiginosamente oltre il 20%.
  • Negli Stati Uniti, in media, la retta universitaria era aumentata del 900% dal 1978.
  • In media, il debito contratto da un neo-laureato era di 25.000 dollari.
  • Alcune società che avevano ottenuto altissimi profitti o avevano ricevuto grandi iniezioni di liquidità o sussidi non pagarono nessuna tassa per l’anno 2010. Fu il caso di Citicorp,Exxon/Mobil, Bank of America, Wells Fargo, Boeing, Verizon, News Corporation, Merck o Pfizer.
  • Era scomparso il 98% delle foreste primarie.
  • Era scomparso dagli oceani il 94% dei pesci di grandi dimensioni.
  • Il fitoplancton, il piccolo organismo che produce la metà dell’ossigeno che respiriamo, si era ridotto del 40% dal 1950.
  • Si estinguevano 120 specie al giorno.
  • Le industrie producevano 400 milioni di tonnellate di residui pericolosi all’anno.
  • Nell’89% delle città statunitensi esaminate, si era scoperto che l’acqua conteneva cromo esavalente, un elemento cancerogeno.
  • La temperatura media della terra era aumentata di circa 0,8 °C dal 1920.
  • Twitter contava 56 milioni di utenti attivi.
  • 600 milioni di persone visitavano Facebook ogni mese.