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Novità: “I segni addosso, storie di ordinaria tortura”

Di Andrea Antonazzo, Elena Guidolin e Renato Sasdelli

Nonostante possa sembrare una pratica distante nel tempo, la tortura è ancora tristemente attuale. Non avviene solo in luoghi lontani dal nostro, come dimostrano le vicende del 2001 a Genova e la cosiddetta “macelleria messicana” perpetrata all’interno della scuola Diaz senza dimenticare che in Italia la tortura non è ancora legalmente reato. Un graphic novel che racconta le atrocità fisiche e psicologiche della tortura, senza moralismi, dal regime fascista fino ad oggi.

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Disponibile in libreria e sul nostro store on line QUI.

Tre domande a Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, gli autori di “Primavere e Autunni”.

La Lettura dice che questa mini graphic novel è a tutti gli effetti uno spin off di P&A… Cosa vuol dire?

Queste due tavole realizzate per La Lettura raccontano la storia di Angelo Ou, lo zio di Matteo, uno dei figli di Wu Li Shan, la cui vicenda è narrata proprio in Primavere e Autunni. Nel fumetto assistiamo infatti alla sua nascita, siamo testimoni della sua infanzia passata tra l’oratorio della Santissima Trinità e le colonie organizzate da Padre Andrea. Angelo cresce: per meriti resi alla patria, offrendosi volontario per il servizio di leva, ottiene, primo della sua famiglia, la cittadinanza italiana.
Raccontare del suo viaggio in Cina, alla ricerca delle sue radici cinesi, significa chiudere un cerchio. Suo padre infatti, seppur lo avesse tanto desiderato, non era mai riuscito a tornare in Cina per godere lì, a casa sua, dei frutti del suo lavoro. Sposandosi con una donna italiana aveva scelto l’Italia come sua nuova patria e qui infine era morto. In qualche modo Angelo, oltre a soddisfare la propria curiosità, andando in Cina ha portato a compimento le volontà del padre recuperando il legame con una famiglia che non aveva mai conosciuto.
Questo è il merito di Primavere & Autunni. Come una miccia, ha innescato i racconti di un’intera generazione di italo-cinesi che in quella si sono riconosciuti e ritrovati, riconquistando quel senso di collettività che aveva caratterizzato la loro infanzia e che poi il tempo aveva fatto sbiadire. E noi ci siamo trovati ad essere i depositari della loro memoria!

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Dalla rubrica “La Lettura” (Corriere della Sera) di domenica 18 dicembre 2016.

Le vie dell’asia, il blog del Corriere a cura di Marco del Corona, aveva già pubblicato un’altra vostra graphic novel in salsa cinese… e forse un’altra ancora La Lettura, in occasione del Nobel per la medicina a Tu You You…
 
Sì, è un po’ la nostra caratteristica al momento; da noi ci si aspetta sempre che parliamo di Cina ed è quello che ci viene sempre più esplicitamente richiesto. Forse anche per motivi legati alla lingua, la cultura cinese sembra ancora lontana, inavvicinabile. E il fatto che Matteo sia cinese di terza generazione facilita molto le relazioni tra questi due mondi, il nostro e quello cinese, la nostra alterità ;)
Ma in realtà quest’anno, sempre La Lettura, ci ha dato grande possibilità di esprimerci e dimostrare quanto invece si vasto il range di illustrazioni che siamo in grado di produrre. Certo, non sono GN, ma sempre di raccontare storie con le immagini si tratta.


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Le due tavole della storia “La zanzara”, realizzata per la rubrica “La Lettura”
(Corriere della Sera) di domenica 6 dicembre 2015, dedicata a Tu You You.

Ma quindi anche il vostro prossimo lavoro parlerà di Cina?
Bhè… ovviamente. Ma terremo il silenzio stampa fino a marzo. Possiamo solo dire che se P&A raccontava la storia di uno, il nostro prossimo libro racconterà la storia di tutti ;P ma nulla di più. Sorry.
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Trovate “Primavere e Autunni” con un po’ di sconto QUI.

“Se una notte d’inverno un narratore”-Viaggio a fumetti nelle opere di Italo Calvino

di Gianluigi Pucciarelli e Redhouse Lab

Esattamente come avviene in “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, anche in questo caso il vero protagonista dell’opera è il lettore, che nel tentativo di decifrare la biografia di Calvino incontra accidentalmente altri suoi libri, cercando invano di continuarne la lettura che ogni volta – invece – viene ostacolata da eventi apparentemente casuali, sempre più misteriosi.

Un viaggio disegnato nelle opere più belle di Italo Calvino: “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, “Il sentiero dei nidi di ragno”, “Ti con Zero”, “Le città invisibili”, “Il castello dei destini incrociati”.

 

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all’altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e Glielo dirò. Ma non Le dirò mai le verità, di questo può star sicura.

Italo Calvino

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Dal 7 dicembre in libreria.

“CUMBE”-La ribellione degli schiavi africani in Brasile raccontata con gli occhi degli oppressi.

di Marcello D’Salete

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Durante il periodo coloniale cinque milioni di schiavi africani furono deportati in Brasile per lavorare nelle piantagioni, nelle miniere e nelle case degli uomini bianchi. Ispirato a fatti storici realmente accaduti, il lavoro del brasiliano Marcello D’Salete racconta le vicende di quegli schiavi che ebbero la forza di ribellarsi per cercare la libertà a ogni costo.

“Il Brasile è un paese estremamente diseguale, razzista, e ciò è strettamente legato al suo passato. Non possiamo continuare a considerare lo schiavismo come qualcosa di marginale nella nostra storia.”
-Marcello D’Salete

“Un volo poetico in un mondo di sangue: violenza, desiderio, la speranza come unico appiglio per sopravvivere al nuovo giorno che arriva.”
-L’Express

Dall’1 settembre in libreria.

Rosalie Lighting – Barilli risponde a Calia

Qualche settimana fa BeccoGiallo ha pubblicato la versione tradotta in italiano di “Rosalie Lightning”, il graphic memoir di Tom Hart candidato all’ Eisner Award.
Uno dei nostri autori più prolifici e colonna della casa editrice, Claudio Calia, è stato uno dei primi a leggere questo volume in versione tradotta.
Claudio ha talmente amato il libro che lo ha consigliato ad un’altra vecchia conoscenza di BeccoGiallo, Francesco Barilli.

Francesco ha talmente amato il libro che lo ha consigliato a tutti.

Quando Calia ha chiesto a Barilli cosa ne pensasse, lui ha risposto con la lettera che segue.

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“Rosalie Lightning” di Tom Hart scontato del 15%

Barilli risponde a Calia

Mi chiedi di scrivere qualcosa su questo libro.

E lo farò, ma prendendola alla lontana.

Perché scriviamo? Si possono dare molte risposte, ma una sola secondo me è universalmente valida. Scriviamo perché la vita non ci basta. E allora cerchiamo qualcos’altro…

Guarda, pochi giorni fa ho scritto un racconto. Terminava con una bambina che muore fra le braccia di un pupazzo di neve. L’ho fatto leggere solo a un amico (disegnatore “dei nostri”, se m’intendi). Molto bello, m’ha detto. “Le immagini” ha aggiunto “sono già forti e misteriose e dare loro una forma precisa con il disegno mi pare equivalga a fermarle. Insomma, direi che il racconto funziona al meglio delle sue possibilità come prosa.”

Il racconto, insomma, non lo trasformerò in fumetto. E non l’ho pubblicato nemmeno sul mio blog. Magari, un giorno… Non so neppure cosa volevo dire e non voglio saperlo: “Ciò che l’anima comprende a volte fa paura”.

E qui vengo a Rosalie Lightning. Perché, tu lo sai, l’ultima frase virgolettata è lì che l’ho trovata.

(e tutto questo per dirti che quando mi hai proposto questo libro avevo questo strano stato d’animo per cui la lettura è stata una pugnalata).

Senti, non sto a dirti di presagi e altre cose. Razionalmente non ci credo, di solito è solo il cedere alla tentazione di esser stati profeti dell’altrui futuro e poter così pensare di poter indovinare anche il nostro. Ma non sempre è solo un’illusione. Perché anch’io ricordo il giorno in cui vidi negli occhi di mio padre il rimpianto per quel po’ di vita che avrebbe voluto vivere e che – sapeva – stava per essergli tolta. Era in ospedale. Sarà stato un mese prima di quel che hai capito. Era a letto, stava guardando una foto che gli avevo lasciato: lui assieme al mio primo figlio, l’unico nipote che avrebbe conosciuto. Ripose la foto sul comodino, si asciugò gli occhi con una mano, velocemente. Era un uomo “di una volta”, ex partigiano, poi poliziotto e poi ancora operaio tornitore (per un comunista è troppo difficile restare in polizia, diceva): uno così non piange, specie davanti al figlio maschio. Parlammo tranquillamente. Ricordo che bevve dell’acqua a collo dalla bottiglia, me ne offrì un bicchiere. Non gli dissi nulla di come l’avevo visto: bene così.

Adesso potrai alzare un sopracciglio pensando “sì, ma stai parlando di te…”. Alcuni hanno detto che lo faccio d’abitudine (parlare di me, intendo). Di solito rispondo sprezzante, da radical chic, che ogni scrittore in fondo parla di se stesso. Se è proprio bravo, riesce a non fartelo capire.

Ma a te voglio dire la verità: parlo di me – stavolta – per pudore. Perché non si commenta una cosa così, un dolore così (siccome non stiamo parlando solo fra noi: Rosalie Lightning è lo straziante libro di Tom Hart sulla morte improvvisa della figlia, di soli 2 anni nemmeno compiuti; c’è tutto un racconto, dentro, sul percorso suo e della moglie, fra dolore e tentativi di ripartire, fino a un cenno di speranza. E soprattutto c’è tanto amore, in questo fumetto. L’amore che, quello sì, tutti possono capire). Insomma, un libro del genere lo si legge, lo lasci lì a darti una rimestata nella viscere, ne consigli la lettura, poi taci.

Qui non c’è da dire: “capisco il tuo dolore”. Il dolore non lo si capisce, lo si vive, ognuno alla propria maniera. Quindi tutto il pippone su mio padre c’azzecca poco (che poi perdere un genitore o perdere un figlio son cose diverse; non stiamo neanche a spiegarlo, no?) se non per dire che quel grumo denso e nero che ti morde l’anima prima o poi lo sentiamo tutti, anche se ci appare in forme diverse, e – vagamente – possiamo dire (all’altro) di capire. E, sempre vagamente, di “capire di non poter capire”. Non fino in fondo, almeno. Non fino a dove nessuno vorrebbe arrivare.


 

Francesco “Baro”Barilli ha scritto per BeccoGiallo i volumi: “Piazza Fontana”, “Carlo Giuliani, il ribelle di Genova”, “Piazza della Loggia. Volume 1: Non è di maggio” e  “Piazza della Loggia. Volume 2: In nome del popolo italiano”.

Ha inoltre curato i redazionali per i volumi: ”Ilaria Alpi, il prezzo della verità”, ”Dossier Genova G8”, ”Il delitto Pasolini”,”Peppino Impastato, un giullare contro la mafia”.

Questo è il blog di Barilli.

se fossi in voi – dedicato ad emmanuel namdi

Testi e disegni di Paolo Castaldi.

 

Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, era fuggito con la moglie 24enne Chinyery dalla Nigeria, trovando ospitalità presso il seminario di Fermo.
Una coppia che scappava dalle violenze di Boko Haram in Nigeria, una coppia che era arrivata in Italia per rifarsi una vita lontano dagli orrori di quello che è stato definito “l’islamic state nigeriano” e che voleva trovare pace nell’Europa della civiltà e dei diritti.
Tutto questo non è successo.
Sono stati picchiati selvaggiamente da un ultrà di estrema destra mentre passeggiavano per strada.
Ha dato della scimmia alla povera  Chinyery e Emmanuel ha osato reagire.
Ora Emmanuel è morto, ammazzato a forza di botte.

Paolo Castaldi lo ricorda con queste tavole, dense di rabbia nei confronti di chi odia senza motivo e di chi pensa che una morte valga meno di altre.

 

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Prossime uscite: Dal 16 giugno in libreria

Taking Care, progettare per il bene comune.
Catalogo del padiglione Italia alla Biennale dell’Architettura di Venezia 2016

a cura di Studio Tamassociati

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Taking Care è un’azione che nasce dal padiglione Italia per poi radicarsi e vivere al di fuori di esso.

L’architettura, quando si prende cura degli individui, dei luoghi e delle risorse, fa la differenza. È parte di un processo collettivo  in cui occorre pensare alle necessità, incontrare le persone e agire negli spazi.

“Taking Care-progettare per il bene comune intende illustrare come a partire da piccoli interventi si possa innescare un’ azione collettiva capace di ridurre la marginalità sociale, promuovere la tutela e la consapevolezza ambientale, rigenerare le periferie.”
-Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Dal 16 giugno in libreria.

 


 

Lea Garofalo- Una madre contro la ‘ndrangheta.
Di Ilaria Ferramosca e Chiara Abastanotti

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Lea Garofalo nasce il 24 aprile 1974 a Petilia Policastro, in Provincia di Crotone, in una famiglia vicina alla ‘ndrangheta. A soli 35 anni, la sera del 4 novembre 2009, viene assassinata a Milano per aver cercato di opporsi alle attività mafiose del compagno e della sua famiglia.
La sua storia coraggiosa -dalla scelta di diventare testimone di giustizia per garantire un futuro diverso alla figlia, al contributo di denuncia dei traffici illeciti della mafia calabrese a Milano- è stata raccontata del film Lea di Marco Tullio Giordana.

 

“Se Lea ha avuto il coraggio di scegliere, noi dobbiamo avere il coraggio di ricordarla senza tentennamenti. Lo dobbiamo a Lea e a sua figlia Denise. Lo dobbiamo a noi stessi.”

-dall’intervento di Daniela Marcone, coordinatrice nazionale di Libera Memoria

Dal 16 giugno in libreria.

13 febbraio – 20 marzo, Cremona: Il fumetto racconta la realtà

SUBITO DOPO LINUS, ANCORA UNA GRANDE MOSTRA A CURA DEL CFAPAZ…

IL FUMETTO RACCONTA LA REALTA’

Autori e opere nella produzione della casa editrice Becco Giallo

Nel 2005 si affaccia per la prima volta sulla scena editoriale del fumetto italiano una nuova casa editrice, Becco Giallo, che si fa subito notare per l’originalità del progetto: raccontare fatti di cronaca realmente accaduti, attraverso l’interpretazione di fumettisti emergenti. I primi libri raccolgono subito una notevole attenzione: “Unabomber”, “La saponificatrice di Correggio”, “Il delitto Pasolini”… Questi primi volumi sono solo i primi di un catalogo che nel 2015, giusto dieci anni dopo, arriverà a superare i cento titoli, tutti dedicati a temi, persone, fatti che fanno parte della nostra realtà contemporanea. Becco Giallo si è così specializzato nella realizzazione di “graphic novel” di realtà, organizzati in collane tematiche riguardanti biografie, ricostruzioni storiche e persino vere e proprie inchieste disegnate. (altro…)